Benessere Regimi alimentari

La dieta Mediterranea compie 10 anni, ma solo il 10% Italiani la fa

La Dieta Mediterranea è cultura, si tratta di un processo in continuo movimento che integra culture differenti e tradizioni.

La dieta Mediterranea compie 10 anni, solo il 10% Italiani la fa

La dieta Mediterranea compie dieci anni ma solo il 10% la segue. Fa bene alla salute e al portafogli eppure, mai come di questi tempi, gli italiani sembrano essersi dimenticati.

È tempo di bilanci per la Dieta Mediterranea, in vista del decimo anniversario che ricorre oggi 16 novembre, dal riconoscimento Unesco come “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. La dieta mediterranea, per chi vuole perdere dimagrire in modo sano, rimane uno dei migliori regimi alimentari. Fa bene alla salute e al portafogli eppure, mai come di questi tempi, gli italiani sembrano essersi dimenticati della Dieta Mediterranea, il modello alimentare per eccellenza che, con la sua piramide, ha fatto scuola in tutto il mondo. Uno studio condotto dalla ricercatrice del Crea Alimenti e Nutrizione, Stefania Ruggeri, rivela che appena il 10% della popolazione italiana aderisce perfettamente alla Dieta Mediterranea, mentre il 23% non la segue affatto.

Uno stile di vita, più’ che un semplice elenco di alimenti, – dove primeggiano verdure, frutta freschi, legumi, olio e cereali. I benefici della dieta mediterranea, tipica dell'area del Mediterraneo (Sud Italia, Grecia, Marocco, Spagna, Portogallo e Croazia), si riflettono non solo sul peso, ma anche sulla salute, specie delle donne.

La dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio immateriale e culturale dell’Umanità
Dieci anni fa il Comitato Intergovernativo dell'Unesco, riunito a Nairobi (Kenia), iscrive La dieta mediterranea nella prestigiosa Lista del Patrimonio immateriale e culturale dell’Umanità.

Questo importante riconoscimento fu il frutto di un intenso e concertato lavoro svolto da quattro nazioni : Italia, Spagna, Grecia e Marocco rappresentate dalle loro Comunità emblematiche. Ecco : Pollica – Cilento, Soria, Corone e Chefchaouen. Il momento determinante per proporre la candidatura all'Unesco avvenne il 13 marzo 2010 quando, in Marocco, i rappresentanti istituzionali delle quattro Nazioni sottoscrissero la dichiarazione di Chefchaouen ovvero l’atto finale per ottenere il riconoscimento Unesco. Per l'Italia il documento fu sottoscritto dal dr. Francesco Ambrosio Capo Gabinetto del Ministro delle Politiche Agricole, dal compianto sindaco di Pollica e Amilcare Troiano presidente Parco nazionale del Cilento.

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La Dieta Mediterranea, individuata dal Prof. Ancel Keys—noto nutrizionista americano che trascorse più di 30 anni a Pioppi per studiare le abitudini alimentari, lo stile di vita e i benefici che tale alimentazione apporta alle longeve popolazioni del Cilento—rappresenta un patrimonio culturale condiviso che si tramanda di generazione in generazione e quindi va salvaguardato e messo in opera.

”A dieci anni di distanza—sostiene Amilcare Troiano responsabile nazionale Aree protette dei Gruppi ricerca ecologica e già presidente dei Parchi nazionali del Vesuvio e del Cilento– possiamo affermare che la Dieta Mediterranea, patrimonio dell'Umanità, rappresenta il valore aggiunto delle eccelse produzioni tipiche, del turismo naturalistico e gastronomico dell'Italia, nella consapevolezza che lo sviluppo sociale, culturale e economico del territorio non può prescindere dalla valorizzazione delle sue identità e specificità che, mai come adesso, sono rappresentate anche dalla Dieta Mediterranea

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Come funziona la dieta Mediterranea?
La cucina mediterranea è ottima anche grazie alla piramide alimentare, che rappresenta in modo semplice e schematico le quantità e le tipologie di alimenti che vanno assunti nel piano settimanale della dieta mediterranea. Alla base della piramide alimentare ci sono tante verdure, un po' di frutta e cereali (preferibilmente integrali). Salendo, troviamo il latte e i derivati a basso contenuto di grassi (come lo yogurt) contemplati in 2-3 porzioni da 125ml.

L'olio extravergine di oliva da consumare a crudo senza esagerare (3-4 cucchiai al giorno), assieme ad aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche, al posto del sale, sono i condimenti migliori per i nostri piatti in stile mediterraneo. Altri grassi buoni oltre a quelli dell'olio ci vengono forniti dalla frutta a guscio e dalle olive, in una o due porzioni da 30g.

Verso il vertice della piramide alimentare, ci sono gli alimenti da consumare non ogni giorno, ma settimanalmente: sono quelli che forniscono prevalentemente proteine, tra i quali dovremmo favorire il pesce e i legumi con almeno due porzioni alla settimana ciascuno, il pollame 2-3 porzioni, le uova da 1 a 4 la settimana, i formaggi non più di un paio di porzioni da 100g, 50g se sono stagionati.

Al vertice della piramide ci sono infine gli alimenti da consumare con moderazione: due porzioni o meno a settimana per le carni rosse (100 g) mentre quelle processate (affettati, salumi ecc..) sarebbero da consumare con ancor più parsimonia (una porzione a settimana da 50g o anche meno). Infine i dolci, da consumare il meno possibile.

Uno studio condotto dalla ricercatrice del Crea Alimenti e Nutrizione, Stefania Ruggeri, rivela che appena il 10% della popolazione italiana aderisce perfettamente alla Dieta Mediterranea, mentre il 23% non la segue affatto. Tra le cause alla base dell'abbandono “c’è la difficoltà nel seguire questo modello alimentare e soprattutto la mancanza di fiducia nelle sue potenzialità salutistiche, compreso il mantenimento del peso corporeo”. Il segreto, secondo Ruggeri, è “riappropriarci della nostra tradizione ma in una chiave più attuale, scegliendo con cura gli alimenti che mettiamo in tavola, investendo in qualità e facendo attenzione alle quantità“.


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