Torna Aggiungi un legume a tavola: celebriamo la Giornata mondiale dei legumi in tutta Italia
di Barbara Conti
La Giornata mondiale dei legumi: il fagiolo cosaruciaru di Scicli e la fava cottoia di Modica, tra i Presidi Slow Food del Ragusano
Oggi 10 febbraio si celebra la giornata mondiale dei legumi e in questa occasione la Fao cerca di sensibilizzare l’intera popolazione sulla loro importanza. Lenticchie, ceci, fagioli, piselli, fave, cicerchie e lupini sono una delle fonti proteiche più sostenibili del pianeta: contribuiscono a promuovere la biodiversità, a rendere più fertile il suolo e a ridurne l’erosione. Ogni regione HA il suo piatto leguminoso
Promossa dalla FAO, la Giornata Mondiale dei Legumi – che ricorre il 10 febbraio – rappresenta un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro importanza e sul loro ruolo, per rendere protagonisti produttori, cuochi e cittadini nella transizione verso sistemi agroalimentari più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili.
Il tema scelto per l’edizione 2023 dalla Fao è “Legumi: per un futuro sostenibile” per ricordarci l’importanza fondamentale che questi hanno, per la nostra salute e per quella del pianeta.
Legumi per un futuro sostenibile
Lenticchie, ceci, fagioli. piselli, fave, cicerchie e lupini sono una delle fonti proteiche più sostenibili del pianeta: contribuiscono a promuovere la biodiversità, a rendere più fertile il suolo e a ridurne l’erosione. La loro produzione genera una minore impronta ambientale in termini energetici e idrici e comporta una minore emissione di gas climalteranti. Straordinaria è la varietà dei legumi, occorre dunque promuoverne la produzione e il consumo a partire dalle varietà locali. Da qui il tema scelto dalla Fao per l’edizione 2023 “Legumi: per un futuro sostenibile” a ricordarci l’importanza fondamentale che questi hanno, per la nostra salute e per quella del pianeta.
Ogni regione ha il suo piatto a base di legumi.
Aggiungi un legume a tavola! è la campagna di Slow Food Italia e Slow Food Youth Network Italia che celebra la Giornata mondiale dei legumi, il 10 febbraio, a tavola con i Cuochi dell’Alleanza Slow Food.
Dopo il successo della prima edizione, torna anche quest’anno “Aggiungi un legume a tavola”, l’iniziativa lanciata dall’associazione della Chiocciola, Slow Food, e dalla sua rete giovani per celebrare la Giornata mondiale dei legumi, insieme ai cuochi dell’Alleanza Slow Food
Anche quest’anno Slow Food celebra la biodiversità leguminosa insieme ai ristoratori e pizzaioli dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi che in occasione del 10 febbraio (ma non solo) inseriranno nei loro menù ceci, cicerchie, fagioli, fave e tanto altro ancora, valorizzando i Presìdi Slow Food e le varietà locali in ricette della tradizione o in nuovi abbinamenti.
Ad aderire all’appello di Slow Food Italia e Slow Food Youth Network Italia (SFYN) oltre 150 cuochi dell’Alleanza Slow Food da ogni regione che il 10 febbraio (e non solo) inseriranno nei loro menù almeno un piatto a base di legumi, valorizzando quelli meno conosciuti del loro territorio, utilizzando Presìdi Slow Food o riproponendo ricette antiche.
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Ogni regione ha il suo piatto leguminoso: i legumi nel Ragusano
Tra i Presidi Slow Food del Ragusano troviamo la fava cottoia di Modica il fagiolo cosaruciaru di Scicli.
Nel dialetto locale, Cosaruciaru, significa cosa dolce e indica la caratteristica principale di questo legume: la sua dolcezza.
I fagioli, sono di piccole dimensioni e sono caratterizzati da un colore bianco panna che presenta delle screziature marroni.
Le note dolci di questo raro e prezioso legume, lo rendono speciale tanto da esser stato riconosciuto, nel 2012, Presidio Slow Food.
Da ricordare che fino agli anni ‘50, nelle regioni del nord, anche oltre i 1000/1200 metri, le fave si coltivavano in tutti gli orti famigliari, come unico legume
Le fave sono, tra i vari legumi, quelle meno diffuse nella cucina regionale italiana rispetto a fagioli, lenticchie e piselli.
Sono però protagoniste assolute in uno dei più caratteristici piatti siciliani, il macco di fave

Il macco di Fave
Si tratta di una crema ottenuta dalla lunghissima cottura di fave secche o fresche, talvolta inisme con bietole, zucchine o altre verdure, (soprattutto nell’Agrigentino) condita con finocchietto selvatico e olio, rigorosamente d’oliva.
Pur essendo diffuso in tutta la Sicilia, il macco è il piatto tipico di Raffadali, vicino ad Agrigento ma anche molto diffuso nel Ragusano. Si può preparare con le fave secche ma anche con quelle fresche.
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