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Al via laboratori sull'Opera dei pupi con Cuticchio

https://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/27-09-2022/1664276407--news-ragusa.jpg&size=680x500c0 Al via laboratori sull'Opera dei pupi con Cuticchio

PALERMO, 27 SET Al via da oggi, martedì 27 settembre, i quattro laboratori gratuiti con Mimmo Cuticchio, il più celebre dei pupari, nonché il principale artefice della rifondazione dell'Opera dei Pupi e artista acclamato in tutto il mondo.
    Alla vigilia della laurea honoris causa che il prossimo 16 novembre, gli verrà conferita dall'università Roma Tre, dopo averlo fatto in Francia e negli Stati Uniti, Mimmo Cuticchio per la prima volta in Sicilia diventa "professore" con quattro laboratori di tre pomeriggi ciascuno (dalle 15,30 alle 18,30), che incroceranno l'opera di Gianni Rodari, le sue fiabe senza tempo ricche di ideali di libertà, uguaglianza, solidarietà.
    L'iniziativa in collaborazione con la Fondazione Le Vie dei Tesori, coinvolge quattro luoghi, quattro "tesori" alla periferia di Palermo: il Castello di Maredolce in Via Giafar a Brancaccio (27, 28, 29 settembre); lo Stand Florio a Romagnolo (4, 5, 6 ottobre); le Antiche Fornaci Maiorana all'Acquasanta (11, 12, 13 ottobre); il Parco di Villa Pantelleria nella Piana dei Colli, il 18, 19 e 20 ottobre. Quattro laboratori aperti a tutti, con l'unico limite della maggiore età, per incontrare il Maestro, conoscere i segreti dell'Opera dei Pupi, apprendere i primi rudimenti di manovra e di gestualitá. Un'occasione per conoscere dall'interno uno straordinario patrimonio di arte, di cultura, di tradizione riconosciuto dall'Unesco; e muovere i primi passi nella pratica sotto la guida diretta del caposcuola.
    «Un'occasione per fare amicizia con i pupi siciliani dice Mimmo Cuticchio , imparare in cosa sono diversi dai burattini e dalle marionette. Quando ero giovane a Palermo c'erano quindici teatri dei pupi, la gente faceva la coda e aspettava con ansia gli sviluppi della trama dei suoi personaggi preferiti. Dopo la crisi degli anni Sessanta, con l'abbandono del centro storico e la diffusione della tv, e dopo la riscoperta e la rivalutazione dell'Opera dei pupi negli ultimi venti anni, mi piace pensare di piantare di nuovo i primi semi di quest'arte antica dentro cui sono letteralmente nato, portato in fasce sulle tavole del palcoscenico del teatrino di mio padre, a Gela». (ANSA).
   


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