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Le Regioni vogliono cambiare colore, oggi si riuniscono: venerdì le novità?

Pressing dei governatori sul premier Conte, nuovo vertice nel pomeriggio

Pressing dei governatori sul premier Conte, nuovo vertice nel pomeriggio

 Sono bastati due giorni con i numeri del contagio in leggero calo per gridare già alla vittoria. A molti governatori, evidentemente, non è ancora bastata l’esperienza della scorsa estate e - aizzati da ristoratori e commercianti alla frutta - vogliono riallargare subito le maglie delle strette ai loro territori. Dopo due settimane di misure restrittive, zone rosse e arancioni si riuniscono oggi nella Conferenza delle Regioni per chiedere in coro al governo degli allentamenti alla morsa, su cui l’esecutivo e Cts tuttavia nicchiano non poco. "Finalmente ci confronteremo sui criteri applicati dal Comitato tecnico scientifico rispetto ai dati forniti” dice il leghista Massimiliano Fedriga dal Friuli, capitano della cordata trasversale che chiede di elaborare in maniera più scientifica e trasparente numeri e peercentuali delle 17, per comprendere meglio il “backstage” che c’è dietro le scelte che determinano il passaggio di fascia.

Il ministero della Salute ha comunque già fissato - a partire da venerdì prossimo, 20 novembre - una “rivalutazione” delle prime regioni ad essere dichiarate rosse: Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d'Aosta ed Alto Adige . Non si escludono dunque ennesimi cambiamenti di colore anche prima della scadenza dell’ultimo Dpcm Conte, il 3 dicembre, quando toccherà definire le regole per le feste natalizie. Del resto è scritto che chi ha un colore ci deve resta minimo due settimane e dalla terza scatta la verifica e la “pagella” per rilassare la briglia. Ma è davvero il caso di mollare la presa già adesso - di fronte a un primo, timido ammorbidimento della curva epidemica - specie se si vuole continuare a sperare in qualche concessione a ridosso del Natale?


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