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Lettori ancora in calo. Solo il 56% legge, al Sud il 35%

Lettori ancora in calo. Solo il 56% legge, al Sud il 35%

TORINO, 14 OTT Diminuiscono ancora i lettori in Italia e, durante la pandemia, sono aumentate le disparità legate al livello socioeconomico, culturale e geografico. La percentuale degli italiani (1575 anni) che leggono è oggi al 56% a fronte del 59% del 2020 e del 65% del 2019. Il calo è più forte nella fascia d'età 1517 anni. Chi vive al Sud legge sempre meno libri: si passa dal 41% del 2019 al 40% del 2020 e al 35% del 2021. Emerge dalla ricerca del Centro per il libro e la lettura (Cepell) e dell'Associazione Italiana Editori (Aie), presentata al Salone del Libro nel convegno Leggere in pandemia #1 Nuovi percorsi di lettura degli italiani.
    "E' da tempo che diciamo che la lettura è un'emergenza nazionale. Come evidenziato dalla ricerca, la vera emergenza è proprio questa: le disparità all'interno della società italiana" spiega il presidente dell'Aie, Ricardo Franco Levi. "Il divario si è approfondito, come altre disuguaglianze durante la pandemia. Questo è il campo della sfida e di un necessario cambio di rotta", commenta il presidente del Centro per il libro e la lettura Marino Sinibaldi.
    I lettori con basso titolo di studio oggi sono il 36%, in calo di 14 punti percentuali in due anni, mentre i lettori con la laurea sono l'84%, in calo di 7 punti.
    Un mercato sempre più dipendente da pochi, forti lettori che leggono mediamente 17 libri l'anno, 3 in più di quanti non ne leggessero nel 2020. Oltre a leggere, comprano anche più di prima: in media 12,3 libri, due e mezzo in più dell'anno precedente. (ANSA).
   


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