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Leva obbligatoria e Ponte sullo Stretto, le bordate di Salvini

Con la campagna elettorale il leader della Lega è tornato alle solite proposte irricevibili

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/05-08-2022/leva-obbligatoria-e-ponte-sullo-stretto-le-sparate-di-salvini-500.jpg Leva obbligatoria e Ponte sullo Stretto, le sparate di Salvini

Lampedusa, Ag - L'ultima sparata è il ritorno al servizio militare obbligatorio per i giovani, per “formare, educare e reinsegnare il rispetto”. Mica investire nella scuola! Matteo Salvini ha ricominciato la sua campagna elettorale fatta di proposte plateali, rumorose e difficilmente realizzabili che tutto rappresentano tranne ciò di cui hanno realmente necessità gli italiani: salari piu' alti, redistribuzione della ricchezza e tetto al costo della vita. Tra l'altro fu il suo alleato Silvio Berlusconi a sospendere la leva obbligatoria nel 2004, grazie all'allora voto favorevole della Lega.

Una bella rispolverata anche al ritornello della sicurezza, con l'assunzione di 10mila poliziotti e carabinieri, nuove videocamere di controllo e nuove carceri: insomma, un regime di polizia. Perchè “se chi spaccia il giorno dopo è in strada e torna a spacciare, non siamo un paese serio”, dice. E' con i pusher di strada a cui va a citofonare che ce l'ha Salvini, mica con i mafiosi in doppio petto che svuotano le casse dello Stato. È di pochi giorni fa il rapporto dell'associazione Antigone, che evidenzia come l'Italia sia il primo paese per numero di persone detenute per violazione delle norme sugli stupefacenti. Un dato quasi doppio rispetto alla media europea: intervenendo sulla legge sulle droghe leggere, che tanto osteggia, si ridurrebbe di molto la popolazione inutilmente detenuta. 

All'orizzonte c'è anche l'abolizione del reddito di cittadinanza (votato anche da lui quando era insieme ai 5 Stelle), quando basterebbe stare piu' attenti a chi lo si concede troppo facilmente. Tra le tante promesse farlocche, poi, il capo del Carroccio rievoca anche l'antico tormentone del ponte sullo stretto di Messina: opera di devastante impatto ambientale, infattibile non solo per mancanza fondi ma anche per problematiche tecniche, come i venti che corrono a 60 km/h per 45-60 giorni all'anno e che costringerebbero a chiudere il traffico a causa delle forti oscillazioni; oltre a lasciare sul lastrico aziende e lavoratori del comparto traghetti. La campagna suicida di Salvini, fatta di proclami acchiappa titolo, rischia di turbare il sonno perfino dell'agguerrita Giorgia Meloni con cui condivide giusto il "blocco navale" dei poveri migranti. 

Una misura irrealizzabile, anti cristiana, che nasconde il razzismo con la scusa di voler colpire gli scafisti, distante dai veri bisogni della gente, che non ci farà svegliare piu' ricchi il giorno dopo e che ci porrà fuori da ogni consesso civile: quello europeo, da cui devono arrivare i soldi per ricostruire il Paese; e quello nordafricano, da cui deve arrivare il gas. Anche a Lampedusa ha ripetuto lo schema classico: esiste il problema, arriva la strumentalizzazione. "Cercano di nascondere i clandestini prima del mio arrivo" ha blaterato a proposito dei trasferimenti in corso dall'hotspot stracolmo, come se in cima alle preoccupazioni del ministro Luciana Lamorgese ci fosse lui. Ma operazioni di questo tipo, in realtà, vanno avanti da almeno un mese. "Come mai da ministro non è mai venuto?" gli ha risposto l'ex sindaco Totò Martello. La risposta in musica è: pro-pa-gan-daaa, pro-pa-gan-daaa. 


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