Attualità
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10/10/2023 14:01

Ligabue, io tossico da palco sempre in cerca di conferme

di Ansa

Putin, 'creare Stato palestinese per risolvere conflitto'
Putin, 'creare Stato palestinese per risolvere conflitto'

“Sono un tossico da palco.

   
Continuamente in cerca di conferme che esiste un ‘noi’, un noi
che sono riuscito a provocare io, e stati d’animo condivisi. Ho
un bisogno costante di appartenenza, di sapere di far parte di
qualcosa – anche dopo 30 anni di carriera – perché alla fine non
sono mai cambiato e rimango sempre fuori posto, fuori tempo,
fuori moda”. Luciano Ligabue (parafrasando il se stesso di Non è
tempo per noi), dopo il ricco antipasto estivo con i 100mila dei
due eventi negli stadi di Milano e Roma, torna a urlare contro
il cielo per il tour indoor, partito ieri sera con un doppio
appuntamento sold-out da 11mila spettatori l’uno all’Arena di
Verona. Venticinque date che lo porteranno nei palasport
italiani fino al 1 dicembre, con una nuova sfida per sé e per i
suoi fidi musicisti che lo accompagnano: una scaletta diversa
ogni sera.

   
“Mi piace l’idea che la gente che viene a sentirci si lasci
sorprendere. Questa cosa che sai già tutto prima ancora di
arrivare a un concerto ha un po’ rotto i coglioni – racconta il
Liga nei camerini, bicchiere di rosso in mano e il suo modo
sempre diretto, ormai scaricata la tensione del debutto, alla
fine del concerto -. Certo, non posso stravolgere del tutto la
scaletta, ma abbiamo una quarantina di pezzi pronti, e ogni sera
ci saranno piccoli cambiamenti. Voglio far girare tutti i pezzi
del nuovo album Dedicato a noi. Stasera (ieri, ndr) c’erano sei
brani nuovi e di solito non si fa, ma le canzoni vanno aiutate.

   
Quella che preferisco? La metà della mela, dedicata a mia
moglie. Non necessariamente la più bella, ma quella che mi
emoziona di più. Non so come, ma vorrei sorreggere questo album
un po’ più a lungo”. E poi svela una curiosità legata alla sua
personalissima cabala, legata al numero 7, sempre ricorrente
nella sua vita.

   
Ventiquattro i brani in fila uno dopo l’altro, pescati qua e
là tra i quattordici album in studio in un crescendo di energia.

   
Ci sono brani immancabili come Piccola Stella senza cielo,
Balliamo sul mondo, Tra Palco e Realtà, ma anche brani rimasti
da parte per troppo tempo come Viva o Sarà un bel souvenir.