di Ansa

PALERMO, 08 MAG “Ti devi evolvere, hai capito? Il
problema è rimanere con quella testa, ma l’evoluzione…”: così,
non sapendo di essere intercettato, il boss Giuseppe Guttadauro,
detto il “dottore” perché medico all’ospedale Civico, dava
lezioni di “mafia” al figlio Mario Carlo. Le conversazioni dei
due emersero nel corso di una indagine del 2022 della Procura
che portò all’arresto di entrambi.
L’inchiesta svelò gli affari del capomafia che, scarcerato
nel 2012 e trasferitosi a Roma, non aveva mai reciso i suoi
legami con Cosa nostra e continuava a fare affari illeciti. Ora
il gup di Palermo l’ha condannato in abbreviato a 5 anni in
continuazione con una precedente condanna, mentre 8 anni sono
stati inflitti al figlio. Entrambi, difesi dall’avvocato
Raffaele Bonsignore, erano accusati di associazione mafiosa.
Nel 2001 Guttadauro venne coinvolto nell’indagine, denominata
“talpe alla Dda”, che costò una condanna per favoreggiamento
alla mafia a 7 anni all’ex governatore siciliano Totò Cuffaro.
L’inchiesta rivelò, proprio partendo dagli accertamenti sul
medico, una rete di informatori che davano notizie riservate su
indagini in corso tra l’altro all’imprenditore mafioso Michele
Aiello e allo stesso Guttadauro. Il nome del presidente della
Regione, Salvatore Cuffaro, emerse da una intercettazione
effettuata a casa del boss di Brancaccio, poco prima che questi
scoprisse l’esistenza di una microspia piazzata nella propria
abitazione. Era il 15 giugno 2001 e la cimice registra’ :
”Ragiuni avia (ragione aveva, ndr) Totò Cuffaro”. Dopo
l’ultimo arresto gli furono concessi i domiciliari per motivi di
salute che gli vennero poi sostituiti con il carcere per le
ripetute violazioni commesse.
“Un uomo totalmente incapace di rispettare le prescrizioni
imposte da misure giudiziarie diverse dal carcere perché
permeato dal bisogno di continuare indisturbato le comunicazioni
con diversi soggetti del proprio ampio circuito relazionale. Una
personalità che ricerca spasmodicamente canali relazionali e
comunicativi attraverso i quali alimentare il proprio status” di
appartenente a Cosa nostra, scrisse il gip che lo fece tornare
in cella.. (ANSA).
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