Attualità
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06/10/2022 12:09

Marco Mengoni, confini non esistono né in musica né altrove

di Ansa

Marco Mengoni, confini non esistono né in musica né altrove
Marco Mengoni, confini non esistono né in musica né altrove

ROMA, 06 OTT E’ un vulcano in piena attività,
Marco Mengoni. Il cantautore è partito con il nuovo tour nei
palazzetti, quasi in concomitanza con l’uscita del secondo
capitolo dell’album Materia (dopo “Terra” uscito lo scorso
dicembre, ora il progetto è declinato in “Pelle”, dal 7 ottobre)
e contemporaneamente ha annunciato anche un nuovo tour negli
stadi per la prossima estate (farà tappa a Padova, Salerno,
Bari, Bologna e Torino). “Sono felice, contento e anche molto
fiero di quello che sto facendo”, racconta sorridente poco prima
di salire sul palco del Forum di Assago, soldout come tutte le
date del tour nei palazzetti, occasione per far conoscere i
brani del nuovo album. “Siamo alla seconda tappa di tre di
questo progetto: il puzzle si sta componendo”. Il percorso a tre
step è nato con l’idea di mostrare tre anime differenti, ma
complementari, che uniscono le origini musicali di Mengoni, le
sue ricerche sonore e la sua attenzione verso la
contemporaneità. E così dopo aver raccontato le proprie radici,
con Pelle Mengoni racconta le sue ricerche musicali e le
contaminazioni che da sempre lo attraggono. “E il messaggio che
voglio trasmettere deve essere chiaro: nella musica non possono
esistere confini e barriere. E combatteremo contro chi cerca
ancora di costruirle”, ribadisce con forza raccontando che
l’idea è nata anche dopo aver fatto un po’ per gioco un po’
per curiosità un test del Dna “scoprendo che solo per il 35%
sono italiano. Sono un meticcio, come lo siamo tutti. In qualche
modo anche il disco è solo per il 35% italiano, l’altro 65% è
contaminato da culture musicali e suoni completamenti diversi da
quelli che sono abituato ad ascoltare (anche attraverso l’uso di
strumenti insoliti e di parole prese a prestito da lingue
diverse, dal maori allo spagnolo)”. “Per arricchirci
culturalmente dobbiamo conoscere e capire nuove culture,
facendole penetrare nel tessuto della nostra pelle. Ed è un bene
che un disco che parla di confronto con la diversità esca
proprio ora. I confini dal mio punto di vista non hanno senso di
esistere. E’ stupido fare guerre per questo e quello che sta
succedendo nel mondo mi fa male”. (ANSA).