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Modica, l'ex sindaco Abbate: «Quando salvai le pecore dall'elettroshock»

Il precedente che ora potrebbe salvare la vita a centinaia di maiali a Roma

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/13-08-2022/modica-l-ex-sindaco-abbate-quando-salvai-le-pecore-dall-elettroshock-500.jpg Modica, l'ex sindaco Abbate: «Quando salvai le pecore dall'elettroshock»

 Roma - Il Tar del Lazio ha rigettato l'istanza d'urgenza di sospensiva del provvedimento notificato lunedì dall'Asl Roma 1 di uccisione per scossa elettrica di 140 maiali e cinghiali della "Sfattoria degli Ultimi", un santuario capitolino degli animali, quale strumento preventivo in zona rossa della peste suina africana: malattia che non colpisce l'uomo e non registra nessun focolaio nell'area protetta. I 200 volontari non si danno però per vinti e annunciano «battaglia legale e resistenza pacifica ad oltranza» procedendo col Consiglio di Stato. Sono già molti gli attivisti delle associazioni animaliste giunti con i loro legali da tutta Italia, Isole incluse, per presidiare la struttura h24.

 «I nostri animali sono controllati, microchippati, assolutamente sani e iscritti in banca dati nazionale come Pet - si disperano dalla Sfattoria -, non possono abbatterli. I diritti degli animali sono tutelati dalla nostra Costituzione ma non dal giudice, è un incredibile episodio di malagiustizia». Maiali, tra l'altro, non destinati alla filiera dell'alimentazione ma riconosciuti come animali da compagnia. Eppure per l'Asl vanno trattati come quelli di alcuni allevamenti già uccisi, seppure sani. Anche il Codacons parla di «decisione abnorme». Il timore è che si crei un precedente che autorizzi, in futuro, la soppressione di altri animali da compagnia come prevenzione, in assenza di un vero allarme sanitario. Ma un precedente in senso contrario esiste.

Nel 2015 e nel 2019 degli ovini, peraltro non microchippati né riconosciuti come animali d'affezione - destinati all'abbattimento dall'Asp 7 di Ragusa per un focolaio di blue tongue, la febbre catarrale dei piccoli ruminanti - furono salvati dall'ex sindaco di Modica Ignazio Abbate, che si assunse la responsabilità del caso e fu un autentico pioniere. È lui stesso a spiegare come: «Il sindaco è la massima autorità sanitaria sul territorio - dice -. Se non firma lui i provvedimenti dell'Asl, questi non diventano esecutivi. Al tempo feci un'ordinanza in cui riconoscevo quelle pecore e caprette animali d'affezione. Furono ospitati in una fattoria e feci in modo che fossero protetti non solo loro, ma anche i figli che alcune avevano in grembo e la progenie futura. Nessuno potrà vendere o macellare quegli animali o la discendenza». Chissà che il sindaco di Roma Roberto Gualtieri non legga e decida di intervenire a favore dei suini della Sfattoria, già classificati d'affezione.


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