Attualità Controcorrente

Musumeci il responsabile, stavolta è l’unico che merita un applauso

Il governatore non vuole avere morti sulla sua coscienza, noi nelle nostre case

Il governatore non vuole avere morti sulla sua coscienza, noi nelle nostre case

 Ragusa - Nell’Italia delle mezze misure Nello Musumeci è stato l’unico ad ascoltare la voce di medici e scienziati, a guardare i pallini di cui si stava riempiendo la sua regione. In una situazione di reiterato allarme internazionale, con cronache quotidiane di ricoveri, infezioni e tragiche scomparse, le uniche altre due zone rosse per decreto sono Lombardia e Bolzano, che hanno fatto ricorso un minuto dopo il varo dell’ultimo Dpcm. “Aumenta il rischio di epidemia controllata” avvertiva il Cts fino a un minuto prima. Verrebbe da chiedersi dov’è l’allarme a cui da mesi veniamo richiamati ogni giorno, da esperti e non, se la penisola è ancora quasi tutta arancione o gialla. Ci mancava solo qualche bianco per completare il quadretto.

Tra tanti “responsabili” a cui si sta dando la caccia in queste ore per dare ossigeno alla legislatura, va dato atto al governatore siciliano dello spirito istituzionale sfoggiato nell’occasione: anziché sovvertire un’ordinanza nazionale, mettendo in discussione il lavoro di un comitato scientifico, l’ha “concordata” preventivamente. Stringi stringi, non è che da arancio a rosso cambi molto visto che si fa prima a dire quali negozio chiudono: abbigliamento e poco altro. Hai voglia a verificare che si una esca una volta per andare a trovare qualcuno dopo la spesa, il lavoro, il bambino, la farmacia, la sgambata e il cane. Senza validi motivi, coprifuoco e spostamento fuori regione restano vietati pure in giallo. La responsabilità di ciò che sarà, è sempre stata nostra. Invece l’irresponsabile Fontana – con una Lombardia diventata un caso mondiale che, quando finirà tutto, sarà studiato dalle generazioni future – considera il rosso una “punizione immeritata” e tale Arno Kompatscher, dall’alto della sua competenza nelle cabinovie altoatesine, “sbagliato e inaccettabile”. Forse non gli hanno detto che l’Austria, a cui si sentono tanto vicini, ha allungato il lockdown sino ai primi di febbraio.

Vedranno loro, con i loro statisti, di che colore saranno: significa - neanche troppo tra le righe - mettere in discussione non solo l'autorità e l'autorevolezza di un governo che, per quanto fragile, guida ancora uno Stato, ma anche di tecnici e scienziati che, se non erano esperti, nel frattempo lo saranno diventati per forza. Non è un campanilistico misconoscimento dei ruoli, inaugurato adesso che l'esecutivo è in crisi nera: da anni macera in un federalismo che non può riguardare beni primari, fondamentali ed essenziali come salute e istruzione, dove mostra tutti i suoi limiti come approccio. Un applauso a Musumeci, allora. Peccato solo per la giunta al maschile come un collegio benedettino, che grida ancora vendetta.


© Riproduzione riservata