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Natale col Covid, 22 comuni siciliani a rischio arancione

Razza pretende di tenere aperti i centri vaccinali ospedalieri a costo zero, senza prestazioni aggiuntive

Razza pretende di tenere aperti i centri vaccinali ospedalieri a costo zero, senza prestazioni aggiuntive

 Ragusa - Vista la pochezza dell’ordinanza natalizia del governatore Nello Musumeci, riguardo le restrizioni anti Covid, Palazzo d’Orleans prova ad arginare lo spettro della quinta ondata spostando la battaglia contro il virus dal piano coercitivo a quello sanitario: via da lunedì alla prenotazione delle terze dosi per i primi 211mila over 40 che hanno completato il ciclo vaccinale già da 6 mesi; e parziale dietrofront sulla chiusura dei centri vaccinali ospedalieri.

"Potranno restare aperti quelli che non comportano costi per gli straordinari del personale e a patto che non si pregiudichi l'assistenza per i pazienti non Covid" dice Ruggero Razza, ma non sarà facile far quadrare i conti visto che sono milioni le visite e gli esami rinviati per i malati d’altro,  rimasti in sala d’attesa finora a causa dell’emergenza sanitaria. Per la commissione Sanità, il ministero avrebbe contestato alla Regione uno "sforamento pari a 700 milioni di euro, paventando l'avvio di un piano di rientro con la possibile conseguenza di un commissariamento".

L'assessore alla Salute, invece, è convinto che "chiuderemo il bilancio in pareggio". Se richiami booster, mascherine nei luoghi affollati e tamponi agli scali non dovessero funzionare sono pronte a scattare altre zone arancioni sull’Isola. Per ora riguardano solo tre paesi, fino a mercoledì 24 novembre: Nicolosi nel catanese, e Limina e Monforte nel messinese. E dei 22 comuni che questa settimana hanno superato i 250 casi ogni 100mila abitanti, quasi la metà sono in provincia di Messina, capitale italiana dei no vax. 


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