Attualità Guerra ucraina

Nave spia russa davanti alla Sicilia

Gli 007 di Putin nel Mediterraneo, teatro di una battaglia navale ad altissima tensione

 Pozzallo - Una nave spia russa, sorpresa dai satelliti nel Canale di Sicilia, mostra come il Mediterraneo continui a essere l’altro fronte della tensione tra Russia e Nato. Non è la prima volta: già a fine gennaio, un mese prima della guerra in Ucraina, un’intera flotta russa era passata davanti alle coste ragusane. Le nuove grandi manovre di Mosca nelle acque più vicine all’Italia servono a circondare la zona di guerra, ma ormai soprattutto a tenere sotto pressione l’Occidente. Ieri mattina un’unità classe “Vishnya” (nelle foto) è stata immortalata a nord della Tunisia mentre faceva rifornimento di combustibile da una petroliera amica.

Il sito CovertShores ha pubblicato l’immagine delle due navi affiancate, per il trasferimento del carburante. Si tratterebbe della “Vasiliy Tatishchev”, nome in codice Nato “Meridian”: una centrale di intelligence che da almeno 4 mesi sorveglia anche i confini internazionali a Sud dell’Isola. Lunga 95 mt con un dislocamento di circa 3.500 tn, è stata varata ai tempi dell’Urss ma viene costantemente aggiornata: a bordo 146 persone, quasi tutti specialisti dei servizi segreti con la missione di captare e analizzare le trasmissioni radio e radar alleate.

Operazioni da guerra elettronica, decisiva nei moderni conflitti: le antenne sono chiuse in grandi bolle, difese da 2 cannoni rotanti e 2 lanciatori di missili contraerei. Esercitazioni alleate e grandi manovre navali non sono mai terminate, anzi: l’ultima si chiama “Mare Aperto” e vedrà impegnate fino al 27 maggio entrambe le portaerei italiane Cavour e Garibaldi, con a bordo una squadriglia di caccia stealth F35B della Marina e dell’Aeronautica militare. E la “Vasiliy” non è l’unica nave del Cremlino salpata di recente: altre, ferme in Siria, hanno ripreso il largo, in questi giorni dirigendosi proprio verso lo Ionio.

L’incrociatore “Maresciallo Ustinov”, gemello del Moskva affondato dagli ucraini, la scorsa settimana sarebbe stato notato puntare da Creta appunto verso ovest, probabilmente seguito da una fregata o da un caccia: la lezione subìta ha rinforzato la scorta. Mentre resta il mistero sulla presenza, ancora di fronte alla Sicilia meridionale, del sottomarino nucleare putiniano segnalato un mese fa e mai più avvistato: sommergibili che possono restare in immersione per mesi, sfuggendo pure ai satelliti e agli altri sottomarini nucleari della Nato che si aggirano nei fondali. 


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