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Pantani di Ispica: da paludi a oasi di biodiversità, grazie ai tedeschi

La fondazione Stiftung da 8 anni acquista terreni per bonificarli e proteggere la fauna selvatica

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/26-04-2022/pantani-di-ispica-da-paludi-a-oasi-di-biodiversita-grazie-ai-tedeschi-500.jpg La fondazione Stiftung da 8 anni acquista terreni per bonificarli e proteggere la fauna selvatica

 Ispica – Dal 2014 a oggi, metro quadro dopo metro quadro, la Stiftung Pro Artenvielfalt - fondazione tedesca che si occupa di conservazione della natura - ha comprato quasi 400 ettari di terreni e acquitrini abbandonati dai proprietari e divenuti discarica nell’estremo sud della costa orientale siciliana, togliendo così letteralmente il terreno da sotto i piedi dei bracconieri che facevano strage di uccelli migratori. Parliamo dei Pantani Longarini e Cuba, i più grandi dei 10 Pantani situati tra le province di Ragusa e Siracusa: uno dei più importanti sistemi di zone umide costiere dell’Europa meridionale.

Distano infatti appena 100 km in linea d’aria dall’arcipelago maltese e costituiscono il primo approdo per moltissime specie di uccelli migratori che utilizzano la rotta del Mediterraneo centrale, durante gli spostamenti tra Africa e Europa: un luogo di sosta e nidificazione di incomparabile valore. Una «autostrada nei cieli» che attraversa i due continenti del Mediterraneo e passa sopra queste paludi, da mettere in sicurezza per salvare la vita di una grande varietà di volatili: tortore, anatre, fenicotteri e cicogne e specie rare che i bracconieri ogni anno in primavera abbattevano in quantità. Nell’ispicese, in particolare, ce n’è anche un altro, Pantano Bruno, dove spesso abbiamo ammirato le danze e i corteggiamenti dei fenicotteri rosa.

«Da quando la fondazione ha iniziato ad acquisire pezzo dopo pezzo i terreni dai privati abbiamo rimosso rifiuti di ogni genere, 300 metri cubi di rifiuti. Una montagna» dice al Corriere della sera Paolo Galasso, 37enne biologo della conservazione incaricato di bonificare e custodire questi grandi specchi d’acqua prima disseminati di amianto, carcasse d’auto ed elettrodomestici. Oggi rappresentano delle “stazioni” naturali che aspettano gli uccelli provati dal viaggio sulla spiaggia e che, riqualificati, sono diventati dei luoghi di straordinario valore per insetti e impollinatori. Attualmente, ad esempio, costituiscono l’unico sito di nidificazione in Italia dell’anatra marmorizzata.


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