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Prime dosi a bimbi, terze ad anziani: il punto sul piano vaccini siciliano

Genitori, fragili, over 80: una moltitudine di persone da convincere entro Capodanno

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 Ragusa - Animatori, clown e cartoni animati in spazi riservati: saranno allegri e colorati, nelle intenzioni della Regione, i punti vaccinali pediatrici in allestimento in Sicilia per accogliere i bambini tra 5 e 11 anni che i genitori vorranno sottoporre al vaccino anti Covid, in due distinte somministrazioni, a distanza di 21 giorni l'una dall'altra. Sono circa 300mila i piccoli siciliani interessati dal piano.

Iniezioni pure a scuola con vicino mamma e papà, e negli studi privati dei pediatri: l'assessorato alla Salute ha già siglato un accordo con la categoria stabilendo modalità e rimborsi, ma finora le adesioni sono state scarse. Si comincia giovedì 23 dicembre, quando sull'Isola sbarcheranno le prime 132mila fiale destinate al target, e si comincia già in ritardo: una settimana dopo il via nazionale fissato dal generale Figliuolo. Il virus sta attaccando i giovanissimi, la fascia più scoperta, e dalle classi passa alle case.

Per quanto riguarda invece le terze dosi alla fascia più esposta, quella degli ultra 80enni, la Sicilia - tanto per cambiare - è ultima in Italia insieme alla Calabria: sotto il 30% di grandi anziani immunizzati contro una media nazionale che ha oltrepassato il 50% con picchi, in regioni come Piemonte e Toscana, che superano il 70%. I booster per i più giovani non vanno molto meglio, c’è però una buona notizia: si continua a registrare un incremento delle prime dosi, +29% in 7 giorni, soprattutto tra i 12 e i 19 anni.


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