Attualità Malattie della pelle

Psoriasi: “Da Capo”, cortometraggio per superare vergogna e depressione

Una malattia cronica, dalla quale non si guarisce, ma che si può controllare: nasce “Da Capo” per sottolineare l'importanza per i pazienti di liberare le proprie emozioni e il dialogo con il dermatologo.

Psoriasi: “Da Capo”, cortometraggio per superare vergogna, depressione

Sono oltre 125 milioni le persone nel mondo che soffrono di psoriasi, tra le quali oltre due sono milioni di italiani. Le persone con psoriasi devono spesso fare i conti con vergogna, depressione e isolamento. Nasce da queste premesse il cortometraggio «Da Capo», con l'obiettivo di sottolineare l'importanza di vincere le proprie paure e sentirsi liberi di esprimersi senza limitazioni, puntando sul dialogo con il proprio dermatologo come chiave per aiutare nel percorso verso una vita libera dal peso quotidiano della malattia. Per la maggior parte dei pazienti, scoraggiati dalle recidive periodiche che fanno ricominciare tutto daccapo e da terapie spesso insoddisfacenti, la convinzione è che questa malattia ponga un limite alla propria vita.

Una patologia visibile
E’ una patologia «visibile Chi ci convive lo sa bene: la psoriasi peggiora nei periodi di maggiore stress. Inoltre le lesioni sulla pelle tipiche della malattia possono creare disagio. E, specie quando se ne soffre in forma grave, imbarazzo e malessere possono trasformarsi in ansia, depressione, isolamento. Ai quali si aggiunge il fatto di dover combattere con una patologia cronica e recidivante, dalla quale assai di rado si guarisce in modo definitivo, anche se oggi esistono molte terapie in grado di tenerla sotto controllo.

Una malattia che pesa sulle emozioni
La psoriasi non è solo una patologia «visibile», complessa da gestire e fortemente caratterizzata da un impatto a livello psicologico e fisico superiore ad altre malattie croniche. Le persone che ne soffrono devono spesso fare i conti con la vergogna e un grande peso psicologico che, come hanno dimostrato diverse indagini, si traduce anche in un grave disagio emotivo. Per molti, scoraggiati dalle recidive periodiche che fanno ricominciare tutto daccapo e da cure che spesso non danno i risultati sperati, la convinzione è che questa malattia ponga un limite alla propria vita.

Il cortometraggio
“DA CAPO” propone un approccio narrativo originale. Il cortometraggio «Da Capo», firmato dal regista Paolo Santamaria e prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (per la campagna internazionale Let Me Be Clear di AbbVie), propone un approccio comunicativo originale per affrontare il tema della malattia e del riscatto attraverso il linguaggio della metafora. È possibile vedere il corto sul sito web www.vicinidipelle.it. L'intenzione è trasmettere sensazioni ed emozioni simili a quelle legate alla psoriasi, utilizzando il linguaggio universale della musica e narrando la fatica e l'impegno necessari a Giulia, musicista al suo debutto con la Sonata per pianoforte n.14 «Al chiaro di luna» di Ludwig Van Beethoven, per affermare la propria voce unica e originale. Un percorso che passa dal disagio che comporta il pensare di essere valutati dal Maestro solo «in superficie», dal faticoso impatto psico-emotivo, dalla necessità di far emergere la propria voce quale autentico specchio dell’essere.

Fondamentale il dialogo con il dermatologo
«Spesso il conflitto più duro si combatte col nostro io, pulsante sotto la nostra pelle - dice il regista Paolo Santamaria -. Proprio la pelle, l'organo più grande del nostro corpo, assolve a una duplice funzione: ci connette e allo stesso tempo ci separa dal mondo, caratterizzando inconfondibilmente la nostra individualità. Il corto si basa su questo dualismo conflittuale, sulla ricerca di sé stessi attraverso il superamento delle proprie paure, spesso invisibili seppur tangibili. L'invito è a non sentirsi mai sconfitti ricercando sempre uno spunto per rinascere, per brillare». «Le persone con psoriasi possono svolgere un ruolo centrale nella gestione della propria malattia - sottolinea Valeria Corazza, presidente dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza APIAFCO -. Soprattutto attraverso un dialogo franco e diretto con il proprio dermatologo che li aiuterà a superare gli ostacoli grazie ai nuovi progressi della ricerca scientifica e potrà indirizzarli nel percorso verso una vita libera dal peso quotidiano della malattia. Siamo contenti di aver contribuito all'ideazione di questa opera trasferendo al regista la voce delle persone con psoriasi».

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La psoriasi non è solo una malattia della pelle
La psoriasi è una malattia cronica, dalla quale non si guarisce, ma che ora si controlla. Sebbene si manifesti con lesioni sulla cute, oggi sappiamo che è una malattia a interessamento sistemico, associata cioè a numerose altre patologie (quelle che gli specialisti chiamano comorbidità), prima fra tutti l’artrite psoriasica. Ma l'elenco è lungo e comprende l’associazione con alcune malattie metaboliche (tra cui diabete, obesità e sindrome metabolica), l'aumentato rischio cardiovascolare, la steatosi epatica non alcolica, le malattie infiammatorie croniche intestinali e l'uveite (una patologia degli occhi). «Oggi il dermatologo ha a disposizione nuove opzioni terapeutiche, come gli anticorpi monoclonali, che possono aiutare a raggiungere e mantenere una remissione delle placche psoriasiche e una pelle quasi o completamente pulita in un'elevata percentuale di pazienti già dopo le prime somministrazioni» spiega Francesco Cusano, presidente dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani. «I progressi della medicina odierna hanno portato allo sviluppo di farmaci che permettono una risoluzione completa o quasi completa di segni e sintomi della psoriasi in una elevata percentuale di pazienti, con risultati che si mantengono nel tempo e con un profilo di sicurezza molto elevato - conclude Andrea Chiricozzi della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse -. Questi dati sottolineano il miglioramento significativo della qualità di cura che è possibile ottenere nelle persone con psoriasi a placche moderata-severa».

La campagna
“DA CAPO” è un'iniziativa promossa da AbbVie – con il patrocinio dell'Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza APICO - per la campagna internazionale “Let Me Be Clear”, una piattaforma digitale per invitare le persone con psoriasi a condividere la loro storia e accedere a strumenti per facilitare il dialogo con il dermatologo. Il corto è disponibile online su www.vicinidipelle.it - un portale che contiene anche una miniera di informazioni sulla psoriasi e altre malattie della pelle - e su tutti i social.


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