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Quirinale, centrodestra candida Tremonti

I nomi del Centrodetra per il Quirinale: Casellati, Moratti, Pera, Nordio e Tremonti

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/25-01-2022/quirinale-centrodestra-candida-tremonti-500.jpg Quirinale, centrodestra candida Tremonti

 Roma - Il centrodestra annuncerà alle 16 i nomi che compongono la sua «rosa» per il Quirinale. Si tratta di personalità dell’area di centrodestra che, nelle intenzioni del segretario leghista Matteo Salvini, che ha condotto in prima persona le trattative con gli altri leader politici, potrebbero raccogliere un consenso più ampio rispetto a quello della sola coalizione.

Ecco chi sono i probabili nomi della lista.

Maria Elisabetta Casellati - L’attuale presidente del Senato, 76 anni, è considerata la candidata istituzionale per eccellenza. Occupando lo scranno più alto di Palazzo Madama è già la seconda carica dello Stato e nel suo cursus honorum c’è anche l’esperienza di componente del Consiglio superiore della magistratura (tra il 2014 e il 2018), che da presidente si torverebbe a presiedere. È stata due volte sottosegretario nei governi Berlusconi (alla Giustizia tra il 2008 e il 2011) e alla Salute (tra il 2004 e il 2006) e senatrice in diverse legislature, a partire dal 1994. Esponente della prima ora di Forza Italia, è sempre stata annoverata tra i fedelissimi di Silvio Berlusconi.

Letizia Moratti - Attualmente è vicepresidente d e assessore al Welfare nella giunta regionale lombarda presieduta da Attilio Fontana, chiamata a sostituire Giulio Gallera nel pieno dell’emergenza Covid. Moratti è stata sindaca di Milano per una sola legislatura, tra il 2006 e il 2011 ed è stata poi sconfitta al secondo tentativo nella sfida con Giuliano Pisapia. In precedenza era stata ministro dell’istruzione nel governo Berlusconi (tra il 2001 e il 2006) e presidente della Rai tra il 1994 e il 1996. Non è formalmente iscritta a Forza Italia, ma è considerata vicina a Silvio Berlusconi che, prima di candidarla a Palazzo Marino per succedere a Gabriele Albertini, l’aveva indicata come possibile vicepremier.

Marcello Pera. È stato presidente del Senato nella legislatura interamente a trazione berlusconiana, tra il 2001 e il 2006, quando alla Camera sedeva Pier Ferdinando Casini, allora esponente dell’Udc e del centrodestra e oggi senatore eletto tra le fila del Pd, a sua volta considerato «papabile» per il Quirinale (ma non contemplato nella rosa del centrodestra). Pera, che ha un passato accademico nell’ambito della filosofia della scienza (è stato docente a Catania e a Pisa), è stato vicino al Psi e aveva aderito a Forza Italia nel 1994 assieme all’amico e collega Lucio Colletti. E’ stato senatore fino al 2013. Il suo fugace ritorno sulle scene della politica era stato nel 2016 per la campagna referendaria che lo aveva visto accanto a Giuliano Urbani. Ha scritto libri sul cristianesimo (uno con Joseph Ratzinger, ai tempi cardinale, sulle radici cristiane dellEuropa) ed è considerato uno dei referenti delle posizioni teocon. .

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Giulio Tremonti. Tra tutti i candidati della rosa è quello che potrebbe essere considerato più affine alla Lega, anche se non ne fa parte. I suoi esordi politici, negli anni 80, furono con il Psi di Craxi, tendenza De Michelis. Negli anni 90 avvicinò a Mario Segni e proprio con il Patto venne eletto la prima volta alla Camera nel 1994. Ma già poco dopo l’elezione passò a Forza Italia e divenne ministro delle Finanze nel primo esecutivo guidato da Berlusconi, nel 1994. Stesso incarico che ricoprì negli altri governi del Cavaliere (con l’eccezione di una breve parentesi in cui il ruolo fu affidato a Domenico Siniscalco). È sempre stato considerato un anello di congiunzione tra Forza Italia e Lega (i quattro «saggi» del centrodestra chiamati a elaborare la riforma costituzionale si riunirono nella sua casa di Lorenzago), nonché grande amico di Umberto Bossi, tanto che gradualmente si spostò verso il Carroccio per cui si candidò e venne eletto al Senato nel 2013. Tremonti passò poi al gruppo Grandi autonomie -Libertà (Gal), nato per dare una collocazione a vari parlamentari autonomisti dell’area del centrodestra. Alla vigilia delle elezioni del 2018 partecipò al movimento Rinascimento di Vittorio Sgarbi, da cui però si distaccò prima del voto. Al momento nn ha incarichi parlamentari.

Carlo Nordio . Trevigiano, 74 anni, è un magistrato italiano in pensione. Oggi consulente (è stato chiamato a collaborare anche con la commissione parlamentare sulla morte di David Rossi, ex funzionario del Mps), durante gli anni di attività in magistratura ha operato soprattutto a Venezia. Si è occupato di reati economici e corruzione e negli anni ottanta ha condotto indagini sulle Brigate Rosse. Negli anni di Tangentopoli e delle inchieste sulla corruzione in politica, ha indagato sulle cooperative rosse e in questo ruolo ha acquisito le simpatie della destra in una fase in cui il pool di Mani Pulite era considerato vicino al centrosinistra. Quello di Nordio è il nome che Fratelli d’Italia ha espresso pubblicamente nei giorni scorsi e che la presidente Giorgia Meloni ha chiesto di inserire nella rosa della coalizione.

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Antonio Tajani. Quello del coordinatore nazionale di Forza Italia, di fatto il numero due del partito, è il nome dell’ultima ora, nelle indiscrezioni sin qui emerse sulla possibile composizione della lista. Più volte eurodeputato per Forza Italia e il Pdl, Tajani è stato presidente del Parlamento Europeo per due anni, tra il 2017 e il 2019, succeduto al tedesco Martin Schulz. Non è stata la sua unica esperienza sul fronte europeo: tra il 2008 e il 2014 era stato vicepresidente nella Commissione Ue presieduta dal portoghese José Manuel Barroso e per una parte del mandato anche commissario ai Trasporti. L’inesimento del nome di Tajani sarebbe stato chiesto da Silvio Berlusconi.


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