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Rapine violente a Palermo, tre arresti

https://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/03-12-2022/1670052605--news-ragusa.jpg&size=455x500c0 Rapine violente a Palermo, tre arresti

PALERMO, 03 DIC La Polizia di Stato ha fatto luce su tre rapine violente commesse a Palermo ai danni di un distributore di carburante e di due supermercati, utilizzando auto rubate poi date alle fiamme e una pistola a salve. In tre seminavano il panico sia per le modalità degli assalti durante i quali puntavano l'arma che riproduce perfettamente una pistola vera, alla tempia delle vittime, sia con gli incendi delle auto rubate e usate per le rapine. In un caso l'auto data alle fiamme ha rischiato di coinvolgere uno stabile nel rogo. La facciata è stata annerita prima che i pompieri potessero spegnere le fiamme.
    Il gip Clelia Maltese ha disposto il carcere per Gianluca Cintura, 25 anni, e Vincenzo Filippone, di 22 anni, e i domiciliari per un terzo indagato, Gaspare Emanuele Ribaudo, di appena 19 anni. Gli episodi contestati risalgono al 18 gennaio, 23 e 26 agosto.
    La banda utilizzava sempre lo stesso modus operandi: dopo aver rubato un'autovettura, una Fiat Panda per tutti e tre gli episodi, usando una pistola a salve priva di tappo rosso, faceva irruzione in un esercizio commerciale scarrellando con la pistola come per inserire il colpo in canna, e seminando il panico tra i clienti, puntando l'arma alla tempia dei cassieri per farsi consegnare l'incasso. Subito dopo il colpo, I tre abbandonavano l'auto rubata utilizzata per compiere la rapina, avvolta dalle fiamme in strada. In uno degli episodi quello risalente allo scorso gennaio presso il distributore di carburanti Eni "Torre Bonagia" la prontezza nella fuga dei dipendenti ha lasciato la banda di soppiatto, tanto da essere costretta a fuggire senza bottino. Per gli altri due episodi nel giro di 3 giorni, dal 23 al 26 agosto, sono stati presi di mira due Ard discount: quello di via Placido Rizzotto e quello di via Gaetano Mosca. Il bottino è stato di 500 euro nel primo e 1.500 nel secondo caso. (ANSA).
   


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