di Ansa
CATANIA, 21 GEN Carabinieri della compagnia di
Paternò e del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Catania
hanno denunciato cinque persone, tra mafiosi e loro familiari,
accusati di avere percepito indebitamente il Reddito di
cittadinanza. Tra gli indagati appartenenti a clan che, pur
condannati con sentenze passate in giudicato, hanno richiesto ed
ottenuto il beneficio, come un esponente della cosca
AlleruzzoAssinnataAmantea e un appartenente al gruppo di
Picanello della ‘famiglia’ SantapaolaErcolano di Catania.
Denunciate anche tre donne: una detenuta del clan Rapisarda, e
moglie di reggente di una cosca attualmente in carcere in regime
di 41bis, e altre due hanno richiesto e ottenuto il beneficio
per conto dei propri coniugi condannati definitivamente per
associazione mafiosa. L’importo complessivo riscosso a vario
titolo, secondo l’accusa indebitamente, tra marzo 2020 e
settembre 2021 è di oltre 48.000 euro. L’Inps, su delega della
Procura di Catania ha revocato il beneficio e avviato le
procedure per il loro recupero. Le operazioni condotte militari
dell’Arma, anche in collaborazione con carabinieri del Nil di
Catania, hanno consentito nel 2021 in città e provincia di
acquisire elementi sul conto di 149 persone che, a vario titolo,
con false attestazioni, hanno indebitamente goduto delle somme
di denaro pubblico destinate loro per un ammontare complessivo
di oltre un milione di euro. (ANSA).
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