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Salvo Malandrino, il pescatore di cinghiali a Ragusanews: ecco com’è andata

Il suo racconto: “Andavano velocissimi, a 10 nodi: non mi aspettavo questo clamore. E la giornata non è finita lì"

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 Pachino - “Non mi aspettavo assolutamente questo successo, mi hanno chiamato addirittura amici dalla Germania e dall’America dopo che hanno visto il video”. Salvo Malandrino è l’uomo che sabato ha filmato i due cinghiali nuotatori in alto mare. Da allora le sue immagini sono state diffuse in Rete da tutti: Sky, Corriere della sera, Il Mattino, La Stampa, HuffPost. Ragusanews è stata tra le prime testate a pubblicarle e oggi l’abbiamo intervistato. “Innanzitutto non sono un pescatore ma un agricoltore, ho un piccola azienda familiare con mia moglie e quella della pesca è solo una passione che mi concedo nei weekend”.

“Per me è normale fare dei video quando vado a pesca, li faccio sempre: mai avrei immaginato che questo facesse il giro del mondo – racconta -. Quando li ho visti erano a 5 miglia dalla costa di Marzamemi: sono riuscito a vederli da lontano perché il mare quel giorno era calmissimo. All’inizio, come ho detto nel video, ho pensato a degli squali. Anche perché nuotavano benissimo e velocissimo: ho misurato la velocità, andavano a 9-10 nodi! Io a quella velocità faccio la traina, sono rimasto scioccato”. “Sono anche un cacciatore e ne ho presi parecchi di cinghiali – aggiunge -, naturalmente col fucile, sulle montagne del messinese dove vado ogni tanto. Ci tengo a precisare che non sono un bracconiere, ma un cacciatore sportivo, con un grande rispetto per la natura: un vero cacciatore non approfitta di animali in difficoltà, ma li aiuta. Se manca la caccia, la competizione, non è più arte venatoria”.  

E’ stato Malandrino, infatti, ad aiutarli a raggiungere la costa manovrando la sua imbarcazione: “Mi facevano tenerezza, anche se erano bravi nuotatori li vedevo disorientati. Uno l’ho accompagnato personalmente, affiancandolo con lo scafo, fino a qualche centinaio di metri dall’isola di Capo Passero ed è sicuramente salvo, non è annegato o disperso come ho letto da qualche parte. E anche l’altro, che nel frattempo si è allontanato in un’altra direzione, era comunque arrivato ormai  vicino alla riva. Non li potevo imbarcare, come mi hanno rimproverato alcuni animalisti: ero da solo e i cinghiali diventano aggressivi se impauriti, si vedeva che gli davo fastidio, uno ha iniziato anche a girare intorno alla barca, pareva che abbaiasse, mi sono mantenuto a 30 metri perché voleva aggredirmi. Poi ho chiamato la Guardia costiera e, da terra, anche la Forestale”.

Malandrino è “orgoglioso di averli aiutati ad avvicinarsi alla costa” e di aver fatto il possibile per loro: “Da vero cacciatore, ripeto, rispetto gli animali e la natura”. Ma continua a non avere “idea di come possano essere finiti in mare: possibile che si siano caduti in acqua all’altezza dello Stretto, dove ci sono correnti molto forti che poi li hanno trasportati fino a noi. E’ impressionante anche la fortuna che hanno avuto a non diventare cibo per squali - spiega -, perché ce ne sono in questa parte del Mediterraneo”. Ma la giornata in alto mare non si è conclusa con solo questa “buona azione”: “Poco dopo - racconta – mi sono imbattuto in una barca in avaria con 4 persone a bordo. Mi facevano segnale, sbracciandosi: pensavo che avessero visto un altro cinghiale, ormai avevo in testa solo quello. Invece erano in panne, allora ho attaccato  la cima e li riportati in porto. Ho perso la pescata, ma è stata una giornata incredibile”.


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