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Seconda settimana gialla, governo verso la revisione del sistema a colori

Prolungato al 27 marzo il blocco dei movimenti regionali, sull'Isola il tasso di contagio inchiodato al 2%: l’arma “bianca” è solo il vaccino

Seconda settimana gialla, governo verso la revisione del sistema a colori

 Ragusa – La Val d’Aosta, all’altro capo della penisola, ha mancato il colpaccio per pochi decimi. La sua classificazione di rischio è risultata “moderata” anziché “bassa”, come richiede la zona bianca in base al Dpcm del 14 gennaio, e negli ultimi 7 giorni i casi registrati ogni 100mila abitanti sono stati 50,39: se fossero stati inferiori a 50, come nelle due settimane precedenti, ce l’avrebbe fatta. Ci vogliono infatti almeno 3 settimane consecutive con un'incidenza sotto 50 per accedere al livello più basso della scala cromatica. Un’area quasi Covid free, dove restano obbligatorie solo mascherine e distanziamenti ma in cui, teoricamente, decadrebbero coprifuoco e chiusure serali dei locali: le due residue limitazioni-base, valide per ogni colore. Insieme alla regione alpina sono le due Isole maggiori, Sicilia e Sardegna, a poter vantare in Italia un Rt inferiore a 1.

Venerdì prossimo scadono le due settimane necessarie per passare di fascia, l'incidenza dei casi è però ancora troppo alta. Inoltre tanti governatori vogliono rivedere il sistema delle zone colorate, e dunque potrebbero cambiare le carte in tavola a gioco in corso. Per frenare le varianti che furoreggiano altrove nel Paese, il Cdm di stamattina confermerà intanto il blocco agli spostamenti extra regionali per un altro mese. Poi inizierà a buttare giù un piano alternativo all’ultimo Dpcm Conte, in scadenza il 5 marzo. Niente più colori, si dice, ma un tappeto di misure minime comuni a prescindere dai diversi dati territoriali, con misure più stringenti per le sole aree-focolaio. Sul tavolo c’è pure il coprifuoco, l’orario dei locali, la riapertura delle palestre: sarà rivisto qualcosa anche in questi ambiti. Al momento da Palazzo Chigi trapela poco. Chi vivrà vedrà. La Sicilia deve continuare a fare bene, senza pensare troppo a ciò che deciderà Roma per i prossimi mesi: l’attenzione che la sta premiando nel contenimento del virus, è il biglietto da visita da esibire per essere premiata anche nelle libertà che le saranno accordate. Ad avvicinare la meta bianca non sarà solo il nostro buon senso, ma soprattutto i vaccini.

Nel weekend sono iniziati quelli per i quasi 130mila over 80 (tra cui oltre 140 centenari) prenotatisi nei 66 centri sparsi sull’Isola, cui si aggiungeranno dall’1 marzo le somministrazioni a domicilio e gli hub provinciali in realizzazione nei capoluoghi: a Ragusa, dopo il sopralluogo, è stato individuato l'ex ospedale Civile in piazza Caduti di Nassiryia. Con le scorte attualmente da parte l'assessorato alla Salute conta di vaccinare 5 mila grandi anziani al giorno, in aggiunta a forze dell'ordine, docenti e cittadini ancora in attesa del richiamo. Contando l’accantonamento del 30% per le seconde dosi, quelle attualmente disponibili – 115mila sul report ministeriale aggiornato a oggi - sono già tutte impegnate e gli altri 197mila ultra 80enni che non hanno potuto fissare l’appuntamento devono aspettare l’arrivo di nuove fiale. In giornata ne arriveranno 17mila Moderna, la metà delle 35mila previste, mentre Pfizer al momento ha confermato le consegne solo fino all’8 marzo. Per tutti gli altri, tra sabato e domenica Astrazeneca ne ha recapitate 46.500, di cui 4.100 a Ragusa.


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