Attualità Università

Sicilia: 1 studente su 2 non si iscrive all’Università

Immatricolazioni in calo in Italia: perché ci sono meno iscritti?

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/06-12-2022/sicilia-1-studente-su-2-non-si-iscrive-all-universita-500.jpg Sicilia: 1 studente su 2 non si iscrive all’Università

Sebbene il 2021 sia stato anno di boom di 100 e lode in Sicilia, la regione detiene anche il record per i non ammessi alla maturità, il 2% contro l’1,4% nazionale.

Dei diplomati in Sicilia, secondo i dati USTAT-Miur, nell’anno 2020/21 solo 21.700 studenti si sono immatricolati, tra laurea triennale e a ciclo unico. I diplomati dell’anno scolastico precedente, però, erano circa il doppio: ben 43.400 mila; ciò vuol dire che 1 diplomato su 2 non ha intrapreso un percorso universitario.

Quali sono i motivi dietro al calo delle immatricolazioni e quali sono le alternative alla formazione accademica tra quelle preferite dai più giovani? 

Immatricolazioni in calo in Italia: perché ci sono meno iscritti?

Il calo delle iscrizioni all’Università in Sicilia riflette, in verità, un trend nazionale. L’Italia, infatti, si colloca in penultima posizione a livello europeo per numero di laureati tra i 25 e i 34 anni, appena prima della Romania.

https://immagini.ragusanews.com//immagini_banner/1673517429-3-giap.png

Quali sono le ragioni che stanno alla base di tale trend in discesa? Secondo quanto analizzato dal Censis, le principali cause che spingono i più giovani a cercare strade alternative all’università tradizionale sono la disponibilità economica inadeguata rispetto ai costi da sostenere (tra retta universitaria e eventuali costi di affitto o di trasporto) e le strutture non adeguate, unitamente alle conseguenze portate dalla pandemia del 2020.

Altra motivazione che scoraggia profondamente gli studenti dal proseguire i loro percorsi formativi è la crisi economica che, insieme alla pandemia, ha alimentato la sfiducia per il futuro. 

https://immagini.ragusanews.com//immagini_banner/1673517429-3-giap.png

Questa, in particolare, sembra essere la ragione che ha maggior peso in questo contesto: se fino a pochi anni fa la laurea assicurava sbocchi professionali interessanti e stabilità economica, oggi anche un titolo di studio così importante non è più una garanzia in questi termini. 

Oltre l’università tradizionale: le alternative migliori

Questa decrescita del sistema accademico tradizionale si sta sviluppando parallelamente allo sviluppo di forme alternative di istruzione. Il mondo del web offre infatti diverse alternative utili alla formazione più classica. 

Scegliendo una formazione online, i costi diventano decisamente più accessibili e la durata è minore rispetto ai normali corsi universitari; da non sottovalutare anche l’aspetto della flessibilità, preferito soprattutto dai più giovani. Dalle scuole professionalizzanti alle aziende che propongono corsi intensivi e “verticali” per l’acquisizione di competenze tecniche specifiche, le opzioni sono davvero tante.

In particolare, percorsi di questo tipo sono altamente consigliati per chi è alla ricerca di un’occupazione nel mondo dell’informatica e della tecnologia: le professioni digitali, infatti, oltre a essere quelle più richieste dalle aziende (e, per questo, meglio retribuite) permettono di cominciare a lavorare anche se non si è in possesso di titoli di studio come laurea o diploma. Per diventare sviluppatore, per esempio, è sufficiente frequentare un corso approfondito per web developer disponibile online e della durata di pochi mesi; e lo stesso vale per altri mestieri del settore, come l’esperto di cybersecurity o il data analyst, per dirne alcuni. 

Anche la formazione universitaria vera e propria sta trovando sempre più spazio nel mondo del web: negli ultimi anni, e in particolar modo in seguito alla pandemia, il numero di studenti che ha scelto una formazione accademica online ha registrato una grande crescita (+17.000 iscritti durante l’emergenza pandemica).

A sostegno di questa scelta ci sono tutti i vantaggi della modalità da remoto: il comfort della propria casa, la riduzione dei costi, soprattutto rispetto a chi è fuori sede, la flessibilità degli orari e la migliore gestione del proprio percorso di studi. 


© Riproduzione riservata