Attualità Per un soffio

Sicilia bianca in extremis, ma il pericolo giallo resta

Isola salva all’ultimo: ora la sfida è non sfondare, dopo i contagi, il livello di saturazione dei reparti

(foto di Salvo Pluchino)

 Ragusa - La Sicilia ripresa per i capelli dalla zona gialla: senza il cambio dei parametri ratificato ieri sera avrebbe salutato la zona bianca già da oggi, nel nuovo monitoraggio del ministero della Salute. Forse ce lo siamo scordati ma avrebbe voluto dire, ad esempio, non sedersi a tavola al ristorante in più di quattro non conviventi. Ma d'ora in poi il primo indice sul tavolo del Cts sarà quello ospedaliero, solo dopo saranno presi in considerazione i contagi. Pur contando molto meno, l’incidenza dei 50 nuovi casi settimanali per 100mila resta tuttavia tra i parametri di riferimento.

L’asticella, per quanto secondaria, non è stata innalzata e sarà comunque necessario mantenere le soglie di occupazione di ricoveri e rianimazioni rispettivamente sotto il 15 e 10% del totale dei posti letto disponibili. E via via si sale: 20 e 30% per l'area arancione; 30 e 40% per la rossa. Pericolo scampato, per adesso: l’Isola è a 5 e 3% (le media italiana è 2) ma non c'è da fidarsi troppo visto che in 7 giorni le infezioni sono raddoppiate e che per i primi sintomi, dopo il periodo di incubazione del virus, ci vogliono fino a tre settimane.

Se e quando in corsia s’accenderà il segnale d'allarme, faremo in tempo a intervenire o sarà troppo tardi? Da noi mancano proiezioni, ma le curve modellate da altri paesi non sono confortanti: l'università di Washington prevede 5mila ricoveri in autunno per l'Italia, tra ordinari e terapie intensive. Su questo fronte soltanto i vaccini, e il rispetto delle nuove regole sul green pass, potranno garantirci di restare in bianco anche oltre l’estate.

Numeri alla mano: un quinto dei più anziani (20%) non ha ricevuto alcuna dose mentre, in cifre assolute, ancora oltre un milione e mezzo di over 12 non ha fatto una iniezione. In proporzione, sono i 40-49enni i più indietro. Negli ultimi giorni però, con un 92,5% di fiale somministrate sulle oltre 5 milioni ricevute, la Sicilia ha recuperato posizioni sulle altre regioni e oggi, sul sito del governo, si piazza a metà della classifica percentuale nazionale. Probabile che l’effetto green pass si sia fatto sentire più che altrove, in questa stagione, per non subire né far subire limitazioni ai turisti.


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