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Sicilia, calma piatta all’orizzonte nonostante resse e varianti Covid

Incidenza stabile al 2,2%, calano i ricoveri: i due segnali da tenere d’occhio

Incidenza stabile al 2,2%, calano i ricoveri: i due segnali da tenere d’occhio

 Ragusa – La navigazione della Sicilia nella seconda settimana in giallo non sta subendo finora i temuti cavalloni di varianti e comportamenti sregolati. Il fatto che ci siano entrambi, ma che la navigazione proceda lineare, è una buona notizia. Caccamo si aggiunge da oggi ai comuni siciliani che preferiscono chiudere le  scuole superiori anziché dichiarare subito la red zone: 77 contagiati Covid nella cittadina palermitana, di cui 8 ricoverati in ospedale. E’ ormai assodato che i nuovi ceppi siano prevalenti nelle improvvise escalation di positività locali. Ieri è saltato fuori anche il primo paziente “inglese” nell'agrigentino: un 70enne attualmente ricoverato a Sciacca. In altre regioni va peggio: dal Piemonte all’Emilia Romagna, dalla Lombardia alla Liguria (tornata non si sa come in giallo) la versione britannica ha già superato la metà dei nuovi positivi; decine i casi anche in Sardegna, fresca di “bianco”.

Poi c’è quella sudafricana, importata in Sicilia da un marittimo trapanese e che a Merano ha mietuto le sue prime due vittime ufficiali in territorio italiano. E quella brasiliana, ritracciata in diverse regioni del centro: Toscana, Abruzzo, Campania, Lazio, dove ce n’è perfino una “iberica”. Intanto a Brescia è stata isolata quella “nigeriana”. Impossibile costruire una mappa completa delle mutazioni in circolo nel Paese, mancando le sequenze: è anche l’assenza di dati certi a rinfocolare ogni giorno l’allarme sull’impennata che le mutazioni del virus produrranno nei prossimi giorni. Ai medici si uniscono anche i fisici, come Roberto Battiston: secondo l’ex presidente dell'Agenzia spaziale i contagi cresceranno per almeno altre 4 settimane se non si interverrà in maniera drastica; sebbene non ci restino più molte frecce nell’arco, a parte il lockdown generalizzato. Adesso è tardi, si prova a tamponare l’emorragia come le forze dell’ordine: ma cosa vuoi controllare in zona gialla?

Nove giovani che avevano organizzato una festa di carnevale in casa a San Cipirello, prima che diventasse zona rossa, sono stati multati a giorni di distanza solo perché talmente intelligenti da postare le foto della bravata sui social. In altri casi la trasgressione è talmente pacchiana che non si può fare a meno di intervenire: come l’altra notte dopo le 22 in un pub di Vizzini, nel catanese, dove una folla di avventori senza mascherina ha pure insultato e minacciato i carabinieri, rifiutandosi di consegnargli i documenti. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno: se anche il tasso di contagio nazionale è sceso ieri al 5% - nonostante le minori imposizioni, la briglia sciolta, il dilagare incontrollato delle mutazioni e i reiterati alert - significa che siamo ancora in grado di resistere alla ripresa del Coronavirus. Le forze opposte contrarie dell’infezione e degli assembramenti da una parte, e dei vaccini e delle mascherine dall’altra, stanno sortendo l’effetto di annullarsi a vicenda lasciando il panorama immutato.


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