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Sicilia, Covid a macchie: sono 16, i prossimi comuni a rischio red zone

Acate in lockdown da venerdì, la strategia dello "schiaccia-talpa" si rivelerà vincente?

Acate in lockdown da venerdì, la strategia dello "schiaccia-talpa" si rivelerà vincente?

 Acate - Oggi, giovedì 25 marzo, Serradifalco nel nisseno, Trabia nel palermitano, Ribera nell’agrigentino e Santa Maria di Licodia nel catanese si aggiungono agli 11 comuni siciliani già in zona rossa. Da domani, venerdì 26 marzo, si somma pure Acate, nel ragusano. Per questi ultimi cinque il lockdown durerà però una settimana in più: scadrà martedì 6 aprile anziché martedì 30 marzo, come per gli altri. E' diventato complesso ormai tenere il conto, uno per uno, delle singole piccole red zone disseminate sull'Isola in cui valgono regole più severe, riguardo la libertà di movimento e di consumo. La nuova serie delle macchie rosse è cominciata il 12 marzo a Raffadali, Montedoro, Portopaolo di Capo Passero, Altavilla Milicia e San Mauro Castelverde. E’ proseguita il 16 a Scicli, Caltanissetta, Caltavuturo e Palma di Montechiaro. Il 18 marzo è toccato a Sciacca e Regalbuto. Le province di Palermo e Agrigento ne hanno 4 a testa, Caltanissetta 3 (città incluso), Ragusa, Siracusa, Enna e Catania 1. Non è una nuova moda: prima ancora - ricorderete - era toccato a Riesi, San Cipirello e San Giuseppe Jato.

Non sfuggirà tuttavia come la distribuzione sia abbastanza differente dalla quantità giornaliera di nuovi positivi registrata nei bollettini serali, riflettendo la stretta non i numeri assoluti ma quelli relativi alla densità di popolazione. Il governatore Nello Musumeci ha già preannunciato che seguiranno altre red zone al posto di quelle che, se i nuovi monitoraggi lo consentiranno, torneranno pian piano all’arancione che le circonda in questa strategia che sta assumendo le forme di quella dei giochi “schiaccia la talpa” dei lunapark, in cui tocca sbrigarsi a ricacciare indietro il focolaio. Già nel weekend, in contemporanea con la revisione cromatica della penisola, potrebbero subentrarne altre, in articolare nel territorio etneo, dove l’amministrazione di Biancavilla ha chiesto ufficialmente il semaforo rosso alla Regione e rischiano pure Adrano e Misterbianco. Ci sono poi tutte le cittadine dove sono state serrate le scuole, tutte osservate speciali: Melilli, Sperlinga, Terrasini solo per citarne alcuni. Molte sono nell’agrigentino: Calamonaci, Villafranca Sicula, Sant'Angelo Muxaro. Il sindaco dello stesso capoluogo, Francesco Miccichè, ha dichiarato ieri che “se dovessimo superare i 145 casi positivi si potrebbe entrare in zona rossa”. Diverse delle attuali red zone hanno chiuso le scuole prima di chiudere tutto il resto.


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