Attualità Lo scenario

Sicilia, i contagi non scendono più: da oggi mezza Italia rossa o arancione

Braccio di ferro tra abitanti e virus, i casi non salgono ma nemmeno calano: ecco cosa sta succedendo sull’Isola

Sicilia, i contagi non scendono più: da oggi mezza Italia rossa o arancione

 Ragusa – E’ più o meno dai 574 casi registrati domenica 7 febbraio che l’encefalogramma del Covid s’è appiattito: in pratica è un mese che non si registrano grosse oscillazioni. Da allora continuiamo ad aggirarci attorno ai 500 contagi al giorno e al 2% di tasso di positività. Da una parte è una buona notizia, visto che oltre lo Stretto l’infezione galoppa molto più velocemente. Già oggi, con i dati del nuovo monitoraggio, una decina di regioni sarà condannata da lunedì prossimo, 8 marzo, alla zona arancione o rossa. Il giallo scattato sull’Isola il 15 febbraio, inoltre, avrebbe dovuto già farsi sentire nei bollettini pomeridiani. D’altra parte è segno però che mascherine e vaccini - uniche armi in nostro possesso - non riescono più da sole a far calare il numero dei nuovi positivi giornalieri. E’ questo l’obiettivo delle limitazioni ancora vigenti, a cui restiamo sottoposti: passare progressivamente al bianco, non proseguire a galleggiare in questa situazione di costante incertezza, ancorata alla boa delle 17.

Le misure messe in campo non sono altro che la reazione alle continue riaperture aperture e chiusure di attività a rischio, di cui l’imperterrito alternarsi di colori non ne è che il tardo riflesso tardivo: lasciamo che sia il virus a stabilire le regole del gioco. Nessuno glielo augura, per carità, ma in molti scommettono che la zona bianca della Sardegna abbia le settimane contate. E’ come il tiro alla fune sulla soglia dell’Rt: a un capo della corda le varianti, che muteranno ancora, i comportamenti scorretti e una sanità pubblica ancora ingolfata che rema contro. All’altro capo i vaccini e gli atteggiamenti consapevoli e rispettosi, che non dovrebbero più aver bisogno di un Dpcm. Al momento la tensione è pari, lo strattone non riesce a nessuno. Contando gli arancioni "scuri" e le micro red zone locali, oltre 2/3 del territorio nazionale è sottoposto al momento a restrizioni speciali, molto maggiori di quelle che continueranno a regolare almeno a domenica 15 marzo la Sicilia: di fatto l’unica regione - con la tavola piatta confermata anche ieri - ad essere sicura di non cambiare fascia di rischio insieme a Val d’Aosta e Friuli, all’altro estremo della mappa. 


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