Attualità Isola di Covid

Sicilia, la “pecora rossa” del Paese: c'è qualcosa che non va

Possibile sia già rimasta l’unica regione a "rischio elevato" di tutta Italia?

Possibile sia già rimasta l’unica regione a "rischio elevato" di tutta Italia?

 Ragusa - Troppe deroghe in ogni fascia di rischio alle troppe regole varate, perché il sistema a colori abbia ancora senso. Lavoro, salute, scuola, seconda casa, genitore anziano, parente solo, congiunto disabile, sgambata quotidiana, spese e urgenze varie ed eventuali: sono tanti e tali i buoni motivi per spostarsi tra comuni, regioni e cambiare perfino nazione che in pratica svuotano di ogni significato l’attuale suddivisione cromatica della cartina geografica. Anche in zona rossa, di fatto solo abbigliamento e ristorazione hanno chiuso, e a metà: ai primi è permesso ancora vendere intimo e sport, ai secondi l’asporto e il delivery.

Eppure, nonostante questo rosso ormai sfuocato e i reiterati appelli della comunità scientifica a non abbassare la guardia, c’è chi s’è incaponito come il governatore Attilio Fontana, che ha corretto il presunto errore da lui stesso commesso pur di guadagnarsi l’arancione. Devono essere davvero machiavellici questi calcoli epidemici se riescono a sovvertire i numeri dei contagi giornalieri, che vedono la Lombardia costantemente ai primi posti da quando è cominciato il contagio. C’è la Sicilia da qualche settimana a far capolino ai vertici della classifica ma – a parte Bolzano che si è autoproclamata gialla - da ieri è rimasta l’unica macchia scura in Italia: la “pecora rossa” del Paese. Il ministero della Salute ha preso per buone le rielaborazioni del Pirellone, accontentandolo, e il governo non ha adottato alcun provvedimento contro l’eversione in atto nella provincia autonoma altoatesina.

A questo punto è legittimo chiedersi se ci si ancora una regia nazionale a dirigere l’uscita dall’emergenza o se l’esecutivo, indebolito dall’uscita di Renzi, si rimetta ormai alla mera buona volontà degli enti locali, e questi a quella dei loro cittadini. E domandarsi se davvero il Paese sia ancora in una situazione di reale emergenza, come mette in dubbio l’opposizione, visto che la penisola è di fatto gialla o arancione. E’ vero che l'indice Rt frena ma il report del Cts pone ancora la Sicilia a “rischio alto". Insieme a Sardegna e Umbria però, rimaste invece arancioni. Siamo l’esagono scuro, in fondo all’alveare: vanno rivisti anche i dati consegnati a Roma da Nello Musumeci, o non è bizzarro che la situazione di massima allerta prevista dal sistema a fasce riguardi solo l’Isola? 


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