Attualità Arancione al crepuscolo

Sicilia, la rossa primavera: positivi tra i vaccinati, ricoveri in aumento

Nuovo record di casi a Palermo, 566: il tasso di contagio sale al 5,2%, oltre la media nazionale

Nuovo record di casi a Palermo, 566: il tasso di contagio sale al 5,2%, oltre la media nazionale

 Ragusa - Prende la parola all’Ars il dirigente dell’assessorato regionale alla Salute, Mario La Rocca, subentrato a capo del team che redige il bollettino quotidiano dopo l’inchiesta sui dati taroccati: l’escalation di contagi a Palermo è dovuta alla “diffusione delle varianti, più aggressive: abbiamo i primi casi di virus in soggetti già vaccinati” e non saranno gli ultimi. Qualche giorno fa avvertivamo su Ragusanews dell’opportunità di separare in futuro, dal computo totale dei nuovi casi, quelli rilevati tra i vaccinati: questi non dovrebbero infatti sviluppare i sintomi gravi che portano in ospedale o peggio. Altrimenti vorrebbe dire che i sieri prodotti sono inefficaci contro le mutazioni Covid in circolo e che, prendendo il sopravvento, manderebbero definitivamente all’aria il piano vaccinale e ogni speranza di uscire dall’incubo pandemia. Uno scenario che non vogliamo neanche prendere in considerazione. Dunque, secondo La Rocca, la zona rossa palermitana - e a questo punto anche le altre decine disseminate sull’Isola - sarebbero effetto più del virus cangiante che di aperture e comportamenti scorretti e troppe aperture.

La speranza, come dicevamo, è che la maggiore facilità di trasmissione acquisita non preluda a una maggiore virulenza e aggressività, che neutralizzi l’azione dei sieri e riempia di nuovo le corsie. Bisogna tener d’occhio i reparti: se si svuotano, nonostante i contagi ancora elevati, è una buona notizia. Invece in Sicilia aumentano ogni giorno. Nella differenza tra ingressi e dimissioni, crescono anche i ricoveri ordinari e in rianimazione. Non solo i positivi. Troppo presto quindi per iniziare a scorporare quelli che, sia pur contagiati, grazie al vaccino non rischiano comunque di sviluppare la patologia: la loro diffusione, infatti, non sarebbe più motivo di allarme sanitario. Già, i vaccini. Purtroppo dell’andamento del piano sull’Isola s’è già detto tutto il male possibile e il numero di prime e seconde dose sarà il nuovo indice di cui si terrà sempre più conto a Roma, nella revisione cromatica del venerdì. Da qualunque parti la si volti, in questo momento non c’è una curva che sorrida all’Isola.


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