Attualità L'altro Covid

Sicilia, malati sacrificati per restare in giallo: il suicidio sanitario

Un dramma nazionale, per la prima volta la speranza di vita degli italiani cala di 1,2 anni

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 Ragusa - La Sicilia continua a viaggiare al ritmo di oltre mille positivi al giorno - in media il doppio della regione, ogni giorno diversa, che segue seconda - costituendo da sola un quinto del pacchetto quotidiano di dati Covid nazionali. E secondo gli statistici il peggio non è ancora arrivato: la curva dei contagi raggiungerà il picco la prossima settimana, ma le ospedalizzazioni continueranno a crescere fin a dopo metà settembre. Occorre dunque monitorare bene anche le infezioni oltre i ricoveri, giacché saranno quelle contratte in questi giorni che si rifletteranno in corsia entro un paio di settimane.

Almeno fino a domenica 19 settembre l’Isola resterà certamente in zona gialla, ma dopo? Più che dal rispetto delle regole, a cui le autorità hanno ormai derogato, dipenderà soprattutto dalle scellerate “manovre” di Palazzo d’Orleans, che aumenta e diminuisce i posti letto per restare sotto le soglie arancioni. I dati comunicati cambiano tutti i giorni e i giochi di prestigio dell’assessore alla Sanità Ruggero Razza, tra cui il “ripescaggio” dei morti passati, mette a dura prova le capacità di calcolo. Sul portale Agenas il 20 agosto scorso figuravano 911 posti letto intensivi, il giorno prima 762, l’altroieri 869 con 0 "attivabili" (42 sono spariti nel nulla). Un mero calcolo di opportunità per restare in zona gialla, che consiste nel comunicarne meno quando diminuiscono e di più quando aumentano.

Il risultato, come Ragusanews ripete da tempo, sarà quello di far esplodere a breve una epidemia parallela di tumori, diabeti ed altre patologie mortali trascurate a causa di terapie, visite, analisi negate a chi s’ammala d’altro, per l’incapacità della sanità pubblica di stare appresso a tutti e delle istituzioni nell’assumere restrizioni efficaci per contenere il Coronavirus. La conseguenza è che nel 2020 - per la prima volta - la speranza di vita, non solo dei siciliani ma di tutti gli italiani, è calata di 1,2 anni anziché crescere. L'indicatore si attesta ora a 82 anni: 79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne. Il problema è anche nazionale. 


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