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Slot, dadi e carte: la storia secolare dei casinò e del gioco d'azzardo

Il primo casinò terrestre venne costruito a Venezia nel 1638, per mano del famoso Casanova

Slot, dadi e carte: la storia secolare dei casinò e del gioco d'azzardo

Il gioco d'azzardo non è certamente una novità dei nostri giorni, ma al contrario le sue origini sono da ricercarsi nella storia antica. Ovviamente il passare del tempo ha contribuito a renderlo quello che noi tutti oggi conosciamo, e i cambiamenti sono stati moltissimi, sia dal punto di vista sociale che da quello economico e strutturale.
D'altronde si parla di un'industria capace di movimentare cifre impronunciabili, e gli appassionati in tutto il globo sono sempre più numerosi. Intorno a questo mondo, e a quello dei casinò in generale, girano moltissime curiosità, e per questo motivo nelle prossime righe ne scopriremo insieme alcune.

Il primo casinò? 1638 a Venezia
Il primo casinò terrestre venne costruito a Venezia nel 1638, per mano del famoso Casanova che lo concepì come alcova dei suoi incontri amorosi. Il termine "casinò" trova le sue origini nella parola francese "casino", ma anche nella medesima italiana, che intendeva questo luogo come sala da gioco. Nel passato il significato indicava una casa di campagna di natura signorile destinata all'intrattenimento e allo svago.

Inizialmente i casinò non erano come quelli moderni, perché oltre al gioco d'azzardo si tenevano spettacoli di vario genere, nonché le funzioni civiche cittadine. Ci vollero più di due secoli per arrivare all'invenzione di uno dei giochi più amati di sempre. La mente fu quella di Charles Fey, meccanico francese, perennemente alla ricerca in quel periodo di qualcosa in grado di intrattenere la sua clientela durante le riparazioni delle automobili.

La soluzione all'enigma arrivò dalla sua invenzione, ovvero una macchina a tre bobine montate su una singola filatura in grado di contenere 5 simboli. Era nata la prima slot machine, chiamata Liberty Bell perché uno di questi 5 simboli era proprio la "Liberty Bell", ovvero una campana realizzata interamente in bronzo che produsse le sue prime note nel 1776, durante la lettura della nota dichiarazione d'indipendenza a Filadelfia.

Dal gioco del diavolo ai dadi: storia dei casinò
Oltre alle slot machine, un altro dei giochi che ha fatto la storia dei casinò è il cosiddetto gioco del diavolo. Sommando tutti i suoi numeri infatti, si ottiene proprio la sinistra somma di 666, quindi proprio il numero del diavolo. Stiamo parlando della roulette, le cui origini per un periodo sono state sconosciute. Alcuni studi però, alla fine hanno dimostrato che ad inventarla sia stato il matematico Blaise Pascal.

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L'utilizzo che oggi si fa dell'invenzione è sicuramente differente dalla sua finalità iniziale, dal momento che le intenzioni non erano altro che quelle di realizzare una macchina in grado di mantenere il moto perpetuo. Un altro gioco che ha fatto la storia dei casinò è quello dei dadi. Intorno ai dadi girano moltissime storie curiose e avvincenti, come quella del marinaio che nel 1950 al "Las Vegas Desert Inn" fece ben 27 passaggi vincenti consecutivi.

Per comprendere meglio le dimensioni di questo risultato a dir poco incredibile, le probabilità che ciò potesse accadere erano una su 12.467.890. Purtroppo per il marinaio, le sue puntate furono piuttosto modeste, e il bottino che fu in grado di portarsi a casa fu solamente di 750 dollari. Se avesse avuto il coraggio di puntare su ogni singolo lancio il limite di cassa, avrebbe vinto la bellezza di 268,000,000 dollari.

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I casinò: un pezzo di storia
I casinò non sono solamente un luogo dove giocare, perché alle spalle hanno una lunga storia, per certi versi anche affascinante. Oggi sono le videolottery gratis ad andare per la maggiore, ma in passato i giochi di carte rappresentavano uno scorcio delle società di quei tempi. I quatto semi ad esempio (picche, quadri, cuori e fiori), trovano le loro origini in Francia, e indicavano le classi di clero, nobiltà, contadini e mercanti.

Anche in epoca moderna non mancano riferimenti a questo magico mondo delle carte, e nel corso del tempo il mondo del cinema e della musica hanno risposto all'appello, dedicando film o citazioni all'interno di molti brani. Persino il "nostro" Francesco de Gregori lo ha fatto. Nella famosissima canzone "Rimmel" due versi in particolare vi fanno riferimento: "chi mi ha fatto le carte, mi ha chiamato vincente". All'interno dello stesso brano, un preciso passaggio cita: "come quando fuori piove". Si tratta di una frase mnemonica che indica proprio la "gerarchia" dei semi in alcuni giochi di carte: cuori, quadri, fiori, picche.


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