di Ansa

CATANIA, 17 APR “Credo che ci sarà un rinvio a
giudizio”. Lo ha detto l’avvocato Gabriele Celesti a conclusione
dell’udienza preliminare sulla richiesta della Procura di
Catania di processare Martina Patti, la 24enne rea confessa
dell’omicidio della figlia Elena, di neanche 5 anni, uccisa con
un’arma da taglio nel giugno 2022 e seppellita in un campo
vicino casa, a Mascalucia. I reati contestati sono omicidio
premeditato aggravato, occultamento di cadavere e simulazione di
reato. Il gip Stefano Montoneri si è ritirato per la decisione.
La donna, che avrebbe ucciso la piccola nel luogo del
ritrovamento, finse il sequestro della bambina all’uscita
dall’asilo. Martina Patti ha confessato il delitto, ma non ha
spiegato il movente. Una delle piste battute dai carabinieri del
comando provinciale di Catania che hanno indagato è stata la
gelosia nei confronti dell’ex compagno e padre di Elena,
Alessandro Del Pozzo, 24 anni. La ‘scintilla’ potrebbe essere
stata la sera trascorsa da Elena con i nonni paterni e la
felicità dimostrata dalla bambina nel frequentare la nuova
compagna del padre. La sera prima di essere uccisa, la bambina
ha dormito dai nonni. La mattina dopo la zia l’ha accompagnata
all’asilo e la madre è andata a riprenderla ed è tornata a
casa, a Mascalucia. Poi Martina Patti è uscita nuovamente con
l’auto, per creare un diversivo e ritorna nell’abitazione. E’ in
quel lasso di tempo che sarebbe stato commesso il delitto, in un
terreno abbandonato dove la madre ha seppellito il corpicino,
nascosto in cinque sacchi di plastica nera e semi sotterrato con
una pala e un piccone. Poi ha fatto scattare la messa in scena:
ha avvisato per telefono del falso sequestro i genitori e il
padre di Elena, è tornata a casa e subito dopo, accompagnata
dalla madre e dal padre, è andata dai carabinieri a denunciare
l’accaduto. Ai militari dell’Arma ha associato il rapimento ad
alcune minacce che nel 2021 l’ex convivente aveva trovato
davanti al cancello di casa per una rapina per la quale Del
Pozzo era stato arrestato nel 2020 e poi assolto per non avere
commesso il fatto, ma la sua versione non ha retto ai riscontri
e alle indagini dei carabinieri e alle contestazioni mosse dalla
Procura di Catania. (ANSA).
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