di Ansa
ROMA, 03 FEB Quest’anno l’economia italiana
rallenterà decisamente rispetto al 2022, pur continuando a
espandersi dello 0,6%. E’ l’ultima previsione dell’Upb, secondo
cui “dopo un primo trimestre ancora debole, a causa del
persistere di tensioni globali, la crescita si rafforzerebbe
gradualmente avvantaggiandosi dell’allentamento delle pressioni
inflazionistiche”. Secondo la Nota sulla congiuntura di febbraio
dell’Ufficio parlamentare di bilancio nel 2024 la dinamica del
Pil si consoliderebbe all’1,4 per cento, “ipotizzando il
progressivo miglioramento del contesto geopolitico ed economico
internazionale”. La stima, è in linea con quella del governo per
quest’anno ma non per il prossimo, visto che la Nadef indica per
il 2024 una crescita dell’1,9%.
L’Upb precisa che “le previsioni assumono la completa
attuazione dei programmi di investimento del Pnrr, concordati in
sede comunitaria, ma anche la prosecuzione del ciclo di politica
monetaria restrittiva della Bce inaugurato nella seconda metà
dello scorso anno”. Proprio l’attuazione del Pnrr, insieme alla
guerra in Ucraina, rappresenta però uno dei fattori incertezza
che gravano sulle previsioni. “Il conflitto in corso alle porte
dell’Ue rappresenta certamente il rischio maggiore, su tutti gli
orizzonti di previsione”, scrive l’Upb.
Inoltre, “nonostante il relativo allentamento delle frizioni
nella logistica e dei colli di bottiglia nell’offerta, i
fortissimi aumenti dei costi energetici e la carenza di alcuni
materiali potrebbero incidere sull’ipotesi dell’integrale,
tempestiva ed efficiente attuazione dei progetti di investimento
del Pnrr”. (ANSA).
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