Attualità I numeri

Vaccini fermi in Sicilia, in frigo sono rimaste solo 30mila dosi

Campagna al palo sull’Isola, dopo il taglio di forniture Pfizer e l’avvio dei primi richiami

Campagna al palo sull’Isola, dopo il taglio di forniture Pfizer e l’avvio dei primi richiami

 Ragusa – Mentre i Nas indagano sulla Vaccinopoli ragusana, che coinvolge pure 4 sindaci della provincia (3 ex e uno in carica secondo indiscrezioni), all’alba di martedì 20 gennaio in Sicilia è stato iniettato il 75,5% dei 125.485 sieri consegnati finora: 94716. Ovvero, siamo fermi esattamente gli stessi identici numeri di oltre 24 ore fa. La fotografia è scattata dal report ministeriale sulla campagna in corso, vistosamente rallentata dal taglio stabilito da Pfizer alle dosi promesse: circa 140mila in meno in tutta Italia, di cui 11.700 sull’Isola, quasi il 24%. E’ “rallentato” pure il sito che dovrebbe dare una mano ai siciliani a saperne di più, vaccinarsinsicilia.org, “aggiornato” al 24 novembre 2020.

Da quasi due giorni la maggior parte delle regioni italiane ha superato l’80% delle fiale somministrate. La Campania segna addirittura il 102,1%: forse un giorno spiegherà come fa a somministrarne più di quante ne riceva ufficialmente. Sull’Isola sono state vaccinate 48.954 donne e 45.762 uomini. Nessuna “cavalleria”: nel Paese le donne sono circa un milione e 600mila più degli uomini (moltissime impegnate nei reparti ospedalieri, infermieristici e assistenziali) quindi lo scarto è fisiologico. Ci sono regioni al Nord - come Piemonte, Veneto e Lombardia - che hanno più del doppio di vaccinati nelle fila femminili. Il dato comune a tutti riguarda l'età e la categoria: la maggior parte hanno tra i 50 e i 60 e si tratta di operatori sanitari.

Ieri sono partiti anche i primi richiami per i quasi 95mila siciliani che hanno ricevuta la prima iniezione: l'augurio è che si prosegua spediti verso gli altri cittadini. Il nuovo rifornimento Pfizer, previsto per oggi, pare sia saltato. Difficile in queste condizioni restare ottimisti e chiedere ancora sacrifici ai cittadini: la campagna impantanatasi dopo tre settimane allungherà inevitabilmente il programma di vaccinazioni, e con questo il periodo di restrizioni che dovremo patire. Non ci resta che sperare che Moderna, Astrazeneca e tutti gli altri si sbrighino.


© Riproduzione riservata