Attualità Il caso

Vaccini, Sicilia di male in peggio: un errore privare i furbi del richiamo

La vendetta al posto della giustizia: adesso sì che abbiamo buttato al secchio le dosi “avanzate”

Vaccini, Sicilia di male in peggio: un errore privare i furbi del richiamo

 Ragusa - A rimpinguare le attuali 65.095 boccette conservate nei freezer siciliani ci dovrebbero pensare oggi altre 31mila dosi Pfizer (anziché 37mila) e 5.500 Moderna (anziché 6.400), gran parte delle quali destinate da una parte alla “provvista” in attesa di tempi e modi più certi sulla prosecuzione del programma vaccinale e dall’altra ai richiami. Ma non per i “furbetti” che si sono imbucati nelle file e a cui non spettava. E’ questa la grande, folle, novità subentrata nelle ultime ore: una specie di “dispetto”, di ripicca infantile, che si sostituisce a giudici e inquirenti. I “saltafila” - giuridicamente - andranno perseguiti quando e se saranno riconosciuti responsabili ma - sanitariamente - devono assolutamente continuare a seguire il protocollo, per non buttare davvero al secchio le boccette “avanzate” e somministrate a persone che comunque, prima o poi, sarebbero state vaccinate.

Anche loro, in questo momento, saranno utili a ridurre la circolazione del virus, che è la cosa più importante. Inutile piangere sul latte versato, ormai il fattaccio è successo e non è accettabile una giustizia “medica” sommaria, inedita in uno stato di diritto, intervenga prima di quella ordinaria stabilendo chi ha diritto a cosa. "Non ne hanno titolo, sarebbe come diventare loro complici o avallare questo comportamento" è l'argomentazione puramente di principio del governatore Musumeci, priva della realpolitik necessaria in situazioni critiche. Ma ormai è deciso: da oggi l'Asp ragusana sospenderà la seconda iniezione a chi non aveva diritto alla prima. Ma questa è vendetta, non giustizia: due errori non fanno un merito. 


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