Attualità
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18/02/2021 08:34

Vaccini, stop alle chiamate: le prenotazioni hanno svuotato i frigo

Posti pieni fino ad aprile, il problema dei calendari da sincronizzare con le dosi in arrivo sull'Isola

di Redazione

Vaccini, stop alle chiamate: le prenotazioni hanno svuotato i frigo
Vaccini, stop alle chiamate: le prenotazioni hanno svuotato i frigo

 Ragusa – Tre campagne parallele in Sicilia, con tre vaccini diversi. Due in corso: la seconda dose a operatori di ospedali e rsa; e la prima Astrazeneca a prof e agenti under 55. La terza all’orizzonte: gli oltre 123mila over 80 che da sabato prossimo, 20 febbraio, inizieranno a recarsi nei centri vaccinali. Si partirà al ritmo di 5-6mila punture al giorno, in attesa di schiarite sulle forniture. Gli altri 200mila ultra 80enni meno lesti a telefonare o a prenotarsi sul sito delle Poste, dovranno aspettare qualche giorno per prendere appuntamento: in gran parte delle strutture è tutto occupato fino ai primi di aprile e non è possibile riservarne altri finché, in base ai vaccini che arriveranno, non saranno aggiornate le agende delle diverse Asp dell’Isola. Si aspetta, ancora una volta, solo di capire quando e quanti ne attraccheranno concretamente in porto: l’altroieri Moderna ha annunciato il dimezzamento delle 35mila file date in arrivo il 22; Pfizer prevede di consegnarne 150mila da qui all’8 marzo, ma non specifica quantità e tempistica del loro spacchettamento.

Arduo far di conto con le “previsioni” comunicate dalle aziende farmaceutiche, unilateralmente e all’improvviso.E ancor più arduo raggiungere l’obiettivo della Regione di vaccinare tutti gli over 80, entro aprile; e 72mila cittadini tra insegnanti (la maggioranza) e forze dell’ordine, entro marzo. Fra i 18 e i 55 anni. Quelli più anziani o fragili, e sono circa un terzo, seguiranno un percorso differenziato con i sieri Pfizer e Moderna. Poliziotti, carabinieri e finanzieri hanno già cominciato, ieri è stata la prima volta dei docenti, al massimo domani inizieranno i vigili del fuoco. Poi ci sarebbero anche gli addetti ai “servizi essenziali”, dunque proprietari e dipendenti di supermercati, alimentari, tabacchi. I sindacati delle varie categorie bussano già alla porta: la lista dei soggetti che rischiano grosso ogni giorno è lunga, e soprattutto cronologicamente indecifrabile. Almeno il primo target, della fase 1, è ormai ultimato: comprendeva 140mila fra medici, infermieri e ospiti delle case di cura ma è stato allargato successivamente a farmacisti e sanitari libero-professionisti. Negli ospedali la percentuale di rinuncia è stata quasi del 15%: un dato che farà discutere.