Attualità I dubbi

Vaccino Covid, “Forti reazioni allergiche nel 50% dei casi”

L’allarme dopo i malori negli Usa, Rezza: "Niente vaccinazione per bambini e donne incinte”

Vaccino Covid, “Forti reazioni allergiche nel 50% dei casi”

 Stanno scoppiano alcune reazione allergiche al vaccino Pfizer, là dove si è già cominciato a somministralo alla popolazione. Il caso più grave negli Usa, dove un'operatrice sanitaria è stata ricoverata in terapia intensiva subito dopo aver ricevuto la dose. Ora sta bene, ma sugli episodi indagano gli scienziati anche italiani, in vista dell’avvio della campagna nel nostro Paese, data ormai per imminente, il 27 dicembre, in contemporanea Ue. “Il Pfizer è molto reattogenico, cioè induce reazioni più forti dei vaccini soliti” rileva il prof. Guido Forni, 76 anni, accademico dei Lincei e già professore ordinario di Immunologia all’Università di Torino, intervistato oggi da La Stampa: “La metà delle persone, in particolare giovani, prova mal di testa, febbre e brividi, che però si risolvono in 24 ore. E’ importante raccontare questi dettagli per preparare la popolazione ed evitare paure”.

Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, interviene invece sul tema della distribuzione. "Per ora non mi risulta ci siano sperimentazioni cliniche effettuate sui bambini, quindi in questo momento non è prevedibile inserirli all'interno della campagna vaccinale" ha detto durante il Forum Risk Management in Sanità. "L'altro punto - prosegue - è che sembra che i piccoli siano meno suscettibili, non so se rispetto all'infezione, ma rispetto all'azione del virus e quindi più raramente fanno sintomi e malattia grave. In terzo luogo non mi sembra che siano stati identificati come una popolazione che sostenga la trasmissione dell'infezione nella comunità. Tutte queste ragioni fanno sì che non si preveda in questo momento il loro inserimento nelle campagne. Lo vedremo in una seconda fase". Quanto alle donne incinta, "mi sembra che gli inglesi abbiano dato delle linee guida in cui" la gravidanza "rientrerebbe addirittura in una controindicazione. Mancando studi, credo che in una prima fase ci si possa astenere dal vaccinarle".


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