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Vaccino, l'Italia fa il pieno: 202 mln di dosi, sarà iniettato all'aperto

Si parte il 29 gennaio, il governo non imporrà l'obbligo di assumerlo

Vaccino Covid in Italia tra 23 e 26 gennaio

Roma - Vaccino anti-Covid di Pfizer in Italia «tra il 23 e il 26 gennaio». Le dosi (la prima tranche sarà pari a 3,4 milioni di sieri) «andranno ai 300 punti individuati, che sono direttamente gli ospedali». È quanto riferito dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ai Capigruppo nella riunione a Palazzo Chigi. Il ministro ha spiegato la necessità di «non far coincidere la terza ondata eventuale con la campagna vaccinale». Il vaccino Pfizer sarà sottoposto alle valutazioni dell'Ema (l'ente regolatorio sui farmaci della Ue) il 29 dicembre. Saranno «202 milioni di dosi di vaccino» anti-Covid quelle disponibili dal primo trimestre 2021; ogni dose, in base alle conoscenze attuali, «ha bisogno di richiamo e non sappiamo di quanto ci sia immunità».

Per primo il vaccino andrà al personale medico e sanitario e Rsa. Per quanto riguarda l'ambito di età prima gli ultra 80 anni poi la fascia 60/70 anni e via via le altre fasce, come lavoratori essenziali, compresa la scuola. In base alle prime informazioni ne piano l'implementazione della rete per monitorare le vaccinazioni con un sistema informativo dedicato, collegato con sistemi regionali. Ma anche un doppio monitoraggio vaccino-vigilanza e sorveglianza immunologica. Le vaccinazioni di massa avverranno in grandi spazi pubblici open space, come palestre e fiere. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, non vuole imporre alcuna obbligatorietà ma intende procedere su base volontaria, con una vasta campagna mediatica di sensibilizzazione, per raggiungere l'immunità di gregge fissata a circa 40 milioni di italiani. 


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