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Vaccino Pfizer, 11700 dosi in meno in Sicilia

Il calo nelle forniture

Vaccino Pfizer, 11700 dosi in meno in Sicilia

11700 dosi in meno in Sicilia, e in egual numero in Puglia. Meno 165 mila dosi di vaccino, proprio nella settimana più vicina al rischio terza ondata Covid. Non sono servite le proteste del commissario Arcuri, né le rimostranze dei ministri della Salute Ue contro «l’unilaterale, inaccettabile» decisione di modificare le consegne in Europa da parte di Pfizer-BioNTech. Da oggi, all’Italia si consegnano solo 397 mila e 800 dosi (calcolandone 6 per ogni fiala, anziché 5) invece delle 562.770 pattuite. E sul governo ricade l’ira delle Regioni, diversamente colpite dal taglio.

«Il ritardo da parte di Pfizer potrà provocare un rallentamento, comunicato unilateralmente da parte di Pfizer, senza neanche una interazione con la struttura commissariale che ha egregiamente coordinato tutte le attività: ma ci si augura che Pfizer riprenda già dalla prossima settimana a mantenere le dosi concordate», riconosce Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità.

Le più colpite dal dietrofront di Pfizer, in numeri assoluti, sono Lombardia e Emilia Romagna: con meno 25 mila e 740 dosi. Ma ne perdono 11 mila e 700 sia Puglia che Sicilia, mentre l’alleggerimento delle nuove consegne danneggia gravemente, in percentuale, anche le Province di Trento e Bolzano (ne avranno rispettivamente il 60 e il 57,1 per cento in meno) e il Veneto col 52,5 per cento di fiale che mancano all’appello. La Sardegna ne perde la metà, la Puglia e la Calabria il 38,4, la Toscana il 36, e il Lazio il 25. Solo sei i territori risparmiati dalla decurtazione: Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta. Un’asimmetria che è benzina sul fuoco delle divisioni già sperimentate in ogni fase della pandemia.


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