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Vaccino Pfizer, i primi a testarlo: «È attivo dopo 28 giorni»

Dopo la prima iniezione, bisognerà attendere 12 giorni perché si sviluppi una parziale protezione da Covid-19

Vaccino Pfizer, i primi a testarlo: «È attivo dopo 28 giorni»

E' Mike Ryan, esperto dell’Oms, a parlare: «I dati ci dicono che la protezione potrebbe non durare per tutta la vita e quindi potrebbero verificarsi nuove infezioni, i vaccini non sono uguali a “zero Covid”». C’è un percorso ormai definito per il prodotto elaborato dal colosso americano Pfizer e dalla tedesca BioNTech. Descrive la complessità della somministrazione. Non sarà “un’iniezione e via”.

Dopo la prima iniezione, bisognerà attendere 12 giorni perché si sviluppi una parziale protezione da Covid-19; dopo altri 21 ci sarà la seconda iniezione e, infine, al ventottesimo giorno, secondo quanto emerge dalla sperimentazione, ci sarà la protezione totale. Quindi, dopo la prima iniezione i soggetti vaccinati dovranno continuare ad essere estremamente prudenti, visto che ancora la protezione non sarà completa.

Ma c’è un altro scoglio, sul quale gli esperti si sono concentrati. No, non è quello della “catena del freddo”, della temperatura di conservazione che deve essere inferiore a meno 70 gradi, di cui si è già parlato molto e per la quale l’Italia sta organizzando una rete di 300 punti, diffusi in tutta la Regione, con gli “ultra frigoriferi”.

Stando ai risultati molto incoraggianti della sperimentazione (si parla di una efficacia del 95 per cento), comunque la somministrazione di questi nuovi vaccini, che sfruttano la tecnica dell’mRNA, non è una banale iniezione. Servirà una costante vigilanza e anche alla Regione Lazio hanno già fatto sapere che, per quanto riguarda Pfizer, le vaccinazioni avverranno solo in strutture ospedaliere.


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