Attualità Nuova infezione

Vaiolo delle scimmie, altri casi in Italia: chi è vaccinato è protetto

Bassetti: “Niente allarme ma monitoraggio, non ripetiamo gli errori del Covid”

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/20-05-2022/vaiolo-delle-scimmie-altri-casi-in-italia-chi-e-vaccinato-e-protetto-500.jpg Bassetti: “Niente allarme ma monitoriamo, non ripetiamo gli errori del Covid”

 Roma - Per il momento in Italia è stato accertato un primo caso di vaiolo delle scimmie – si tratta di uomo rientrato dopo un soggiorno alle Isole Canarie che si è presentato al pronto soccorso dell'Umberto I di Roma – altri due casi potrebbero essere confermati nelle prossime ore. Lo ha detto Gianni Rezza, direttore generale prevenzione del ministero della Salute, spiegando di aver allertato le Regioni e messo in piedi un sistema di monitoraggio: “Un primo caso è stato immediatamente identificato presso l'Istituto di malattie infettive Spallanzani e altri due casi potrebbero essere confermati nelle prossime ore. L'Iss ha costituito una task force composta da esperti del settore e ha contattato le reti sentinella dei centri per le infezioni sessualmente trasmesse al fine di monitorare continuamente la situazione nazionale”.

Chiede di fare molta attenzione Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, aggiungendo che in questo momento dovremmo preoccuparcene anche più del Covid: “Più che il Covid, oggi dobbiamo cercare di metterci in sicurezza dal vaiolo delle scimmie” ha detto, spiegando comunque che è molto più leggero di quello degli uomini per quanto riguarda i sintomi. Non vanno però commessi gli errori del passato fatti per la pandemia di Coronavirus: "Dobbiamo esser tutti uniti tra Paesi europei, scambiandoci informazioni e controllando eventuali focolai. Finora sono stati accertati una ventina di casi in Ue, ne vedremo molti di più: arriveremo a qualche migliaio” conclude Bassetti assicurando che il vaccino del vaiolo già esistente funziona, chi non l'ha fatto invece non è coperto. Il siero, però, non è più obbligatorio dal 1981, dopo che l'Oms lo dichiarò eradicato dal pianeta Terra.

Proprio l'Oms ora "continua a monitorare da vicino la situazione, che è in rapida evoluzione", ma è ancora mistero sull'animale da cui il virus è passato all'uomo: "Nel Regno Unito - scrive l'Organizzazione mondiale della sanità - sono stati segnalati otto casi precedenti di vaiolo delle scimmie: tutti erano legati a una storia di viaggio da o verso la Nigeria". Si tratta di una malattia virale poco diffusa, conosciuta da oltre 60 anni, causata dal Poxvirus che colpisce prevalentemente gli animali selvatici e solo occasionalmente passa all'essere umano. "Bambini e adulti nati dopo il 1981 sono più a rischio di contrarre il vaiolo delle scimmie - dice l'immunologa dell'Università di Padova, Antonella Viola - ma ancora il numero dei contagi è basso per creare allarmismo".

Secondo l'esperta, la recrudescenza dell'infezione è dovuta al fatto che "i giovani non sono vaccinati contro il vaiolo e quindi l'immunità a livello di comunità è calata. Non possiamo escludere però che il virus sia mutato e diventato più trasmissibile per gli uomini". Le infezioni avvengono prevalentemente per contatto incidentale con animali infetti o con persone che hanno soggiornato in zone a rischio; quindi, l'aumento di viaggi può essere una possibile causa dell'incremento. Il contagio avviene per contatto diretto con le lesioni, con i fluidi corporei, tramite goccioline e con gli indumenti contaminati. Il periodo di incubazione è generalmente compreso tra 5 e i 21 giorni.


© Riproduzione riservata