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Vescovo Gisana: avvocato famiglia ragazzo abusato ha chiesto soldi

il vescovo: «Mai offerto soldi per il silenzio, anzi me li hanno chiesti»

Vescovo Gisana: avvocato famiglia ragazzo abusato ha chiesto soldi

Piazza Armerina - Scintille fra il Vescovo di Piazza Armerina don Rosario Gisana e l'avvocata della famiglia del giovane abusato da don Giuseppe Rugolo. Don Gisana ha affidato a una nota stampa della Diocesi, concordata con i suoi avvocati, una verità inedita dei fatti susseguenti al presunto abuso. 

"Io offrire dei soldi per comprare il silenzio della famiglia del giovane? Semmai il contrario!", sembra dire il prelato, che accusa la legale della famiglia di richieste di denaro per mettere a tacere la cosa. 

"Nessuna offerta di denaro è stata effettuata dal vescovo al giovane coinvolto così come ancora falsamente si continua ad insinuare - dice la nota dei due legali dell'alto prelato- mentre numerose sono state al contrario le pressioni ricevute da parte dell'avvocato della famiglia per ottenere del denaro. Ovviamente - concludono i legali del vescovo Gisana - l'unica disponibilità ad assicurare un sostegno economico da parte della diocesi sarebbe stata collegata all'eventuale necessità, inizialmente fatta presente dai genitori, di assicurare al giovane il proseguimento di un percorso terapeutico, non certo con carattere risarcitorio e soprattutto con modalita' assolutamente trasparenti".

A queste affermazioni ha replicato l'avvocato Eleanna Parasiliti, che assiste il giovane ennese che con la sua denuncia ha anche consentito agli inquirenti di individuare altri due giovani, vittime dei presunti abusi di Rugolo. "Le gravi inesattezze e i generici riferimenti contenuti nel comunicato stampa diramato dalla diocesi di Piazza Armerina - afferma la legale - mi impongono, mio malgrado, di replicare affermando che, essendo stata nominata dalla vittima solo per quanto attiene alla vicenda penale, non ho mai intrattenuto rapporti con la diocesi di Piazza Armerina e meno che mai con il vescovo Gisana. A fronte delle gravi risultanze processuali che emergono dell'ordinanza firmata dal gip - dice l'avvocato - un diverso contegno della diocesi sarebbe stato utile nel cammino di riabilitazione dell'immagine. Non seguirò, certo, la diocesi e i suoi difensori sul terreno delle provocazioni. La vittima e la sua famiglia annunciano che intraprenderanno tutte le azioni volte a censurare il contenuto diffamatorio e calunnioso contenuto nella nota della diocesi".


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