di Gazzetta del Sud
Ragusa – Un aumento, in un sol… botto, di quasi il 700 per cento! Non è stata una giornata trionfale e di ben altri tempi a Wall-Street: a schizzare alle stelle saranno, infatti, i prezzi dei lotti delle aree industriali in Sicilia e, tra queste, anche quelle di Ragusa, ove il prezzo di assegnazione al metro quadro passerà da 3 euro a 20 euro. Il neo assessore regionale all’Industria, Marco Venturi, ha firmato il decreto che per diventare operativo attende solo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Il provvedimento, però, ha già suscitato l’ira del consigliere Asi, Gianni Stornello, che ha definito la decisione «grave e dannosa per le aziende». Una sorta di operazione speculativa da parte della Regione: «Non si era mai visto – spiega Stornello – che un ente pubblico facesse operazioni speculative a danni di privati. È quello che succederà con l’entrata in vigore del decreto: i suoli, che venivano ceduti allo stesso prezzo di esproprio, passeranno a 20 euro e la pubblica amministrazione lucrerà 17 euro a danno delle imprese. Il governo regionale passa con disinvoltura dalla promessa di una fiscalità di vantaggio, ad un’operazione speculativa finanziata dalle imprese per fare cassa. Tutto questo è inaccettabile! Le associazioni di categoria faranno bene a valutare la possibilità di un’impugnativa, l’unica in grado di dimostrare l’illegittimità e l’illogicità dell’atto».
Più… morbido, ma solo per la diplomazia imposta dal ruolo, il presidente dell’Asi, Gianfranco Motta: «Il provvedimento era stato varato dall’assessore uscente Pippo Gianni ed il sottoscritto aveva vanamente proposto un immediato incontro tra i vertici delle Asi e l’assessorato per verificare le conseguenze del provvedimento in itinere. La ratio dell’atto mi sfugge, anche perché certamente non in linea con le condizioni economiche del territorio isolano ed ulteriori dubbi ingenerano le disparità di trattamento: si passa, infatti, dai 7-8 euro di alcune realtà, sino addirittura ai 252 euro al metro quadro di Messina! Mi auguri che consorzi Asi e associazioni di categoria siano ascoltati. L’atto fa salve le procedure in corso, ma ho dubbi sul fatto che in futuro non si possa configurare un illecito arricchimento del consorzio che ha acquistato a 3 euro le aree, urbanizzandole con fondi pubblici, per venderle a 20 euro. Ma da presidente dell’Asi non posso che attenermi alle prescrizioni dell’organo superiore».
© Riproduzione riservata