Auto e motori Città del Vaticano

Le auto dei Papi

La Papamobili nel corso dei decenni. Dalla Mercedes-Benz 300 SEL limousine di Paolo VI alla Renault 4 di Papa Francesco

  • Mercedes-Benz 600 Pullman Landaulet
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-07-2021/1626873440-le-auto-dei-papi-1-500.jpgLa Citroen Lictoria C6
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-07-2021/1626873587-le-auto-dei-papi-2-500.jpgMercedes Bens Nurburg limousine
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-07-2021/1626873652-le-auto-dei-papi-3-500.jpgLa Campagnola di Giovanni Paolo II
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-07-2021/1626873778-le-auto-dei-papi-4-500.jpgGiovanni XXIII sulla Mercedes 300d
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-07-2021/1626874670-le-auto-dei-papi-5-500.jpgLa Renault 4 di Papa Francesco
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Città del Vaticano - Si chiama Padiglione delle Carrozze dei Musei Vaticani, ed è stato voluto nel 1973 da Paolo VI per raccogliere i mezzi di trasporto con i quali i Pontefici si sono spostati nel corso delle epoche.

E' Pio XI il Papa della transizione: dalle carrozze alle macchine. Subito dopo i Patti Lateranensi si reca in Laterano per celebrare i 50 anni di sacerdozio a bordo di una “Graham Paige” americana, accessoriata ancora come le antiche carrozze alla stregua di una “Sala del Trono”. È la stessa vettura utilizzata da Pio XII per recarsi sui luoghi del bombardamento di San Lorenzo durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Elegantissima anche la successiva Mercedes Nürburg, realizzata ai tempi in cui nell’industria automobilistica tedesca lavorava il giovanissimo Ferdinand Porsche. Una re-interpretazione della carrozza trasposta in macchina è offerta dalla successiva Citroën Lictoria C6, interamente realizzata in Italia, con le due luci laterali decorative e il sedile dello chauffeur – cocchiere collocato all’esterno dell’abitacolo del Papa.

Nell’interno, decorato come un salottino veneziano, accanto alla poltrona in broccato e legno intagliato dorato è collocata una pulsantiera: è la cabina di comando attraverso la quale il Pontefice decideva il percorso: ‘Avanti’,  ‘Adagio’,  ‘Destra’ o 'rientro in ‘Vaticano’. L’autista visualizzava le direttive in un piccolo schermo collocato sul cruscotto. Di conseguenza, per ragioni di spazio, l’indicatore della temperatura dell’acqua di raffreddamento del motore è posto sul cofano della vettura dietro al fregio con il logo Citroën. Completa i dettagli dell’accessoriato abitacolo uno scomparto porta-breviario sormontato dalla reliquia di San Cristoforo, protettore dei trasportatori. Forse ritenuta eccessivamente lussuosa nel suo equipaggiamento, l’automobile, è stata poco utilizzata e ha compiuto appena 193 km.

Anno Santo 1975. Allo scopo di poter effettuare più volte il giro di Piazza San Pietro e salutare quanti più pellegrini possibili convenuti per il Giubileo, Paolo VI dispone l’acquisto di una Toyota, oggi conservata nel Cortile di Castel Gandolfo. Ne è una diretta erede la Campagnola bianca donata dalla Fiat nel 1980 a Giovanni Paolo II, il Papa che abbandona la sedia gestatoria. Ribattezzata come “Papamobile”, ha quasi il valore di una reliquia poiché è la testimone dell’attentato del 13 maggio 1981, a seguito del quale venne posta sotto segreto pontificio. 

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La sedia da barbiere di Giovanni XXIII
Negli ultimi anni del pontificato di Wojtyla, in pochi se ne accorgono, viene ritirata fuori e nuovamente impiegata. Giovanni Paolo II non riesce più a stare in piedi. “All’interno della vettura – rivela Sandro Barbagallo, curatore del Reparto Collezioni Storiche dei Musei Vaticani - viene installato un sedile girevole: a fornirlo è la Floreria vaticana. Si tratta della vecchia poltrona da barba di Giovanni XXIII”.

A seguito dell’attentato anche la Mercedes, ereditata da Paolo VI ed utilizzata lungo tutti i 26 anni di pontificato del Papa polacco, subisce alcune modifiche e viene blindata nella carrozzeria e nei vetri antiproiettile, inspessiti di tre centimetri. All’interno del Padiglione delle Carrozze, sempre legate a Giovanni Paolo II sono presenti due “papamobili” corazzate, acquistate per i viaggi apostolici internazionali; l’ultima Maggiolino prodotta nella catena di montaggio della Volkswagen in Messico, dono mai utilizzato dal Papa; ed infine il prototipo, ovvero l’unico modello esistente al mondo, della Lancia Thesis Giubileo regalata dall’avvocato Gianni Agnelli al Santo Padre. 

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Le due auto più belle?
La Mercedes-Benz 300 SEL limousine di Paolo VI (foto di copertina) e la Renault 4 di Papa Francesco. 
Dopo che nell’autunno del 1965 Papa Paolo VI aveva ricevuto in dono a Castel Gandolfo una Mercedes-Benz 600 Pullman Landaulet, questa vettura, in quegli anni la preferita dai protocolli delle maggiori cancellerie internazionali, rimase a lungo l’unica automobile pontificia.
Nel 1966, però, la Mercedes realizzò ancora un’altra vettura per il Pontefice. Si trattava di una Mercedes-Benz 300 SEL limousine (W 109 series): una vettura landaulet più agevole e dal passo più corto rispetto alla pullman.
Anche se la Mercedes-Benz 300 SEL limousine rimase in uso per molti anni, in parallelo con la Mercedes-Benz 600, solo raramente venne utilizzata. Il Pontefice Giovanni Paolo II, nonostante non fosse dotata di aria condizionata, la scelse come sua autovettura principale fin da subito, tanto che nel 1981, dopo l’attentato di Piazza San Pietro, quest’auto è stata pesantemente blindata in tutte le sue parti.
Ma oggi l'auto più popolare è senza dubbio la Renault 4 di Papa Francesco. Spartana e senza blindatura, è stata usata dal Pontefice per spostarsi nei giardini vaticani. Viva la povertà. 


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