di Redazione
Santa Croce Camerina – Sei cuccioletti, che avevano solo due mesi di vita e che erano stati già scelti da alcune famiglie per la loro adozione, sono stati uccisi da bocconi avvelenati. Si è salvata soltanto la madre, una cagna che viene accudita da anni dalla rappresentante dell’ente protezione animali locale, Lina Senatore. “Accudisco Lupetta, così si chiama la madre di questi poveri cuccioli”, racconta la signora Senatore, “da tanti anni, come faccio con altri 29 randagi che vivono sparsi nei quartieri di periferia della città: mercoledì sera ho trovato 5 cuccioli già morti, con la schiuma alla bocca, ed uno in agonia, che la madre spingeva col muso nel disperato tentativo di farlo rialzare”. L’animalista ha segnalato il fatto alla Polizia municipale, che ha anche sollecitato l’intervento dei servizi veterinari dell’Ausl 7. Dell’episodio è stato anche informato il sindaco Lucio Schembari. Come da prassi le carcasse dei cuccioletti sono state prelevate, sono state fatte delle fotografie, sia ai loro corpi, che ai bocconi avvelenati. “Questa cagna era buonissima e d’altronde nessuno dei randagi che curo ha mai creato problemi in questa città”, racconta la Senatore, “ma da quando è scoppiato il caso del branco assassino, c’è gente che fa razzia, uccide gli animali, li ammazza ancora cuccioli: tanta barbarie è davvero terrificante”. L’animalista dava da mangiare a Lupetta e ai suoi figli, due volte al giorno, la mattina e la sera alle 18. Mercoledì mattina erano tutti vivi e in buona salute, all’ora del secondo pasto invece, erano già morti. La madre in agonia è stata trasportata da un veterinario locale che offre la sua assistenza per i randagi curati dall’ente protezione animali. Lupetta è riuscita a salvarsi. “Questa cagna vive nella zona del mercato, un luogo periferico dove vi sono altri randagi”, racconta la Senatore, “non era mai accaduto che avvelenassero dei cuccioli di cane in questa zona”. Grande rammarico anche per le famiglie che attendevano fra oggi e domani di ricevere a casa i piccoli animali. Sebbene il prefetto di Ragusa, Carlo Fanara, proprio mercoledì, abbia lanciato un appello per il rispetto della legge, c’è chi continua impunemente ad avvelenare i cani randagi.
Telenova
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