Attualità
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16/09/2007 09:49

Bartolomeo Falla: Vi racconto il pignoramento

di Redazione

Amareggiato. Si definisce così Bartolomeo Falla all’indomani della scelta che lo ha portato all’extrema ratio del pignoramento dei beni del Comune di Modica. E il primo cittadino è un fiume in piena: “Ho dato mandato al legale del Comune, l’avv. Cesare Borrometi, di procedere con i decreti ingiuntivi verso Pozzallo e Ispica”.
Ma il pignoramento dei beni del Comune di Modica è una provocazione? “No, è un pignoramento. L’ufficiale giudiziario ha il compito di eseguirlo. Modica si è opposta al precetto, e rispetto a questo andremo in giudizio a dicembre, ma il pignoramento è esecutivo in se”.
Modica obietta che il 30 giugno lei ha firmato un accordo in Prefettura circa un nuovo, l’ennesimo, piano di rientro. Da palazzo San Domenico obiettano che il 30 agosto hanno pagato 275 mila euro, onorando quel piano. Scicli dovrebbe concedere a Modica quello che tecnicamente viene definito il “beneficio del termine”. Ovvero, sino a quando Modica paga la rata, Scicli non potrebbe azionare il pignoramento per il totale. Perché ora lei ha infranto i patti, pignorando?
“L’accordo del 30 giugno in Prefettura è rimasto sulla carta. Già tre giorni dopo denunciammo al Prefetto che i tre Comuni conferitori non hanno sottoscritto la proposta di piano di rientro che spedimmo loro. Per intenderci, l’accordo in Prefettura era un accordo d’onore. Ma l’atto giuridico, ovvero il piano di rientro, non è mai stato sottoscritto. Né da Modica, né da Ispica, né da Pozzallo. In ogni caso, il pignoramento non è stato azionato sul totale, ma solo su una quota parte del debito di Modica. E quindi è inattaccabile sul piano giuridico. Modica potrebbe invocare il “beneficio del termine” se avesse sottoscritto il piano, e se noi avessimo azionato il pignoramento sul totale. Ma le due condizioni non sono date”.
Quindi il piano di rientro non esiste? “Esatto. E noi abbiamo azionato il pignoramento non sul totale del debito, che è di nove milioni, ma su poco più della metà, ovvero cinque milioni soltanto”.
Un paio di anni fa un privato chiese il pignoramento del Cinema Italia, di Palazzo Spadaro e del Convento del Carmine. La magistratura decise che non era possibile. E’ un po’ la stessa cosa, non crede?
“No. Perché i tre beni che lei ha citato non sono alienabili. Noi abbiamo aggredito solo beni che il consiglio comunale di Modica, sua sponte, ha dichiarato alienabili”.
I bassi del Palazzo della Cultura, gli appartamenti e i terreni possono essere venduti, ma lo stadio Vincenzo Barone?
“Da oggi il Comune di Modica sa che non sono più nella sua disponibilità”.