Economia
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06/08/2009 18:31

Bene l’etichetta per il latte, ma il 50 per cento della spesa è anonima

di Mattia Occhipinti

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Ragusa – “E’ un importante primo risultato della mobilitazione della Coldiretti a difesa del Made in Italy, con decine di migliaia di allevatori, alle frontiere e nella grande distribuzione, che ci impegna a proseguire per garantire la trasparenza della provenienza in etichetta per quel 50 per cento della spesa che resta ancora anonima.” E’ quanto dichiara il Presidente della Coldiretti di Ragusa Mattia Occhipinti nell’esprimere grande soddisfazione per lo schema di decreto ministeriale recante “Norme in materia di etichettatura del latte sterilizzato a lunga conservazione, del latte UHT, del latte pastorizzato microfiltrato e del latte pastorizzato ad elevata temperatura, nonché dei prodotti lattiero-caseari” presentato ieri dal Ministro delle Politiche Luca Zaia ed inviato ai competenti uffici dell’Unione Europea. 

“Dopo l’extravergine di oliva e il latte ed i suoi derivati si apre la strada – afferma il Presidente Occhipinti – all’etichettatura trasparente per tutti i prodotti alimentari che sono ancora anonimi, dalla carne di maiale a quella di coniglio ed agnello, dai succhi di frutta alle conserve vegetali. Negli ultimi anni con la mobilitazione a favore della trasparenza dell’informazione, la Coldiretti è riuscita a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva ed ora anche per il latte ed i derivati.” 

“Il decreto firmato ieri dal Ministro Luca Zaia obbliga ad indicare l’origine del latte impiegato nel latte a lunga conservazione e in tutti i prodotti lattiero caseari, ma – sottolinea il Direttore della Coldiretti ragusana Lorenzo Cusimano – vieta anche l’impiego di polveri di caseina e caseinati nella produzione di formaggi. Si stabilisce chiaramente che il formaggio si fa con il latte e non con le polveri, ma regolamenta anche l’impiego di semilavorati industriali (cagliate) nella produzione di formaggi e mozzarelle che dovrà essere indicato in etichetta. Oggi tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione in etichetta e la metà delle mozzarelle non a denominazione di origine sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere all’insaputa dei consumatori. E’ un importante primo risultato della nostra mobilitazione a difesa del Made in Italy dal campo alla tavola che ha impegnato migliaia di imprenditori ai valichi, ai porti, davanti agli stabilimenti industriali e nelle sedi istituzionali.”

 

“Abbiamo chiesto, inoltre, che vengano ulteriormente intensificati i controlli e resi pubblici i dati relativi alle importazioni delle materie prime agricole dal latte all’ortofrutta, dall’olio d’oliva alle carni, che quotidianamente attraversano i nostri confini e che invadono il mercato locale divenendo spesso falso Made in Italy. – prosegue il Direttore della Coldiretti di Ragusa – E’ paradossale che in Italia vengano secretati, ad esempio, i dati relativi alle importazioni di latte e dei suoi derivati, mentre sarebbe corretto rendere pubblico quanto, cosa e soprattutto chi utilizza tali materie importate per scoprire magari che anche industrie locali, che utilizzano il nostro territorio quale elemento di forte richiamo promozionale, siano in realtà iscritte fra gli importatori di latte e suoi derivati. Prosegue così l’azione della Coldiretti a difesa delle aziende agricole e per la creazione di una filiera agricola tutta italiana che possa garantire la necessaria sicurezza alimentare ai consumatori e la giusta remunerazione alla quotidiana attività dei nostri imprenditori.”     

Ragusa, 06 agosto 2009.