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Celiachia, il vaccino per chi non tollera il glutine

Celiachia, buone notizie: in arrivo nuovi farmaci e un vaccino

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/21-05-2023/celiachia-in-arrivo-un-vaccino-per-chi-non-tollera-il-glutine-500.jpg Celiachia, in arrivo un vaccino per chi non tollera il glutine


Celichia. Frumento, segale, orzo, avena, farro, spelta, grano Khorasan: sono alcuni dei cereali che contengono glutine, un complesso proteico che può provocare un'infiammazione cronica dell'intestino tenue, scatenata dall'ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

"La celiachia è la più frequente intolleranza alimentare. In Italia si stima che ne soffrano circa 600.000 persone, soprattutto donne, ma sono circa 400.000 i pazienti che non sanno di essere celiaci e purtroppo il percorso che porta alla diagnosi è ancora difficoltoso e lungo, basti pensare che in media occorrono 6 anni per ricevere la diagnosi di celiachia", dichiara Rossella Valmarana, presidente di AIC - Associazione Italiana Celiachia.

La celiachia nei bambini

La celiachia rappresenta la più frequente patologia autoimmune del bambino e registra nel nostro Paese una prevalenza tra le più alte al mondo: un caso ogni 60. È quanto emerso da uno studio multicentrico condotto dalla Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp) su 9.000 alunni delle scuole elementari a Verona, Milano, Roma, Padova, Salerno, Ancona, Bari e Reggio Calabria. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Digestive and Liver Disease, una tra le prime a livello mondiale nell'ambito della gastroenterologia.

"In Italia circa un bambino su 60 è celiaco. Si tratta di una patologia permanente, che richiederebbe una diagnosi tempestiva per scongiurare complicanze tardive anche gravi, come osteoporosi, infertilità, rari casi di tumore", ha dichiarato Carlo Catassi, direttore della Clinica pediatrica dell'Università Politecnica di Ancona presentando di recente lo studio al Ministero della Salute. "Solo il 40% dei casi ottiene una diagnosi di celiachia su basi cliniche. I medici prestano molta attenzione al minimo sospetto di celiachia, ma spesso i genitori non portano i figli dal pediatra perché non rilevano sintomi particolari".

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I sintomi

Dalla diarrea con un marcato dimagrimento a disturbi extraintestinali, sono tanti i sintomi che caratterizzano il quadro clinico della celiachia: anemia, astenia, amenorrea, infertilità, aborti ricorrenti, bassa statura, ulcere del cavo orale, osteoporosi, dolori articolari, dermatiti, edemi, alopecia, fino a complicanze molto gravi quali l'epilessia con calcificazioni cerebrali o il linfoma intestinale. Inoltre, le persone celiache spesso tendono a sviluppare malattie autoimmuni, come tiroidite, lupus, diabete di tipo 1. Esiste anche una variante epidermica della celiachia, chiamata Dermatite Erpetiforme e caratterizzata da lesioni cutanee specifiche distintive, che regrediscono dopo l'eliminazione del glutine dalla dieta.

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Come capire se si soffre di celiachia

Qualche mal di pancia ogni tanto non basta a concludere che soffriamo di celiachia anche perché potrebbe trattarsi semplicemente di un'intolleranza che è cosa diversa. "La diagnosi - chiarisce la presidente di Aic - inizia dal medico di medicina generale e dal pediatra e si effettua con analisi del sangue di specifici anticorpi e biopsia dell'intestino tenue, eseguiti mentre la dieta comprende ancora glutine".

La diagnosi di celiachia si effettua mediante dosaggi sierologici: gli AGA (anticorpi antigliadina di classe IgA e IgG), gli EMA (anticorpi antiendomisio di classe IgA). È stato messo a punto anche un test per il dosaggio di anticorpi di classe IgA, gli Anti-transglutaminasi. Per la diagnosi definitiva di celiachia è, però, indispensabile nella maggior parte dei casi una biopsia dell'intestino tenue con il prelievo di un frammento di tessuto, dall'esame istologico del quale è possibile determinare l'atrofia dei villi intestinali.

La dieta senza glutine

Al momento, la dieta senza glutine è l'unica terapia disponibile per la celiachia e va seguita per tutta la vita. Per dare supporto ai pazienti e alle famiglie prevenendo anche le gravi complicanze della malattia non curata, il Servizio Sanitario Nazionale garantisce ai celiaci una assistenza integrativa prevista nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Per facilitare i pazienti e le famiglie nella selezione degli alimenti idonei alla propria dieta, AIC realizza e pubblica ogni anno il Prontuario degli Alimenti, un manuale che raccoglie circa 20.000 prodotti reperibili sul mercato, inseriti dopo un accurato controllo degli ingredienti e dei processi produttivi.

Il Prontuario viene distribuito a tutti gli associati AIC, ai servizi di ristorazione, alle mense, ai ristoranti, ai dietisti e, per i soci, è consultabile anche online e dalla APP AIC Mobile. Un aiuto quando si fa la spesa è dato dal Marchio Spiga Barrata che garantisce la sicurezza e l'idoneità dei prodotti per le persone celiache.

Farmaci in arrivo

La ricerca, però, va avanti e cerca soluzioni terapeutiche anche perché la patologia ha una prevalenza che nell'età pediatrica, nella fascia 5-10 anni, è arrivata al 2%. Si lavora su fronti diversi e si prevede il lancio di nuove terapie entro il 2025.

"Ci sono almeno 30 prodotti in sperimentazione per la celiachia, in fasi diverse di sviluppo", spiega Antonio Gasbarrini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore del Cemad (Centro malattie dell'apparato digerente) presso la Fondazione Policlinico Gemelli Irccs. "Le strategie su cui si sta lavorando sono diverse: la rimozione o riduzione dei peptidi di glutine negli alimenti; farmaci biologici immunosoppressori con un'attività antinfiammatoria; e farmaci, già in fase 3 di sviluppo, che possono modulare la permeabilità intestinale riducendo così l'assorbimento del glutine".

La sperimentazione di un vaccino

Si lavora anche ad un vaccino? "Sì, ci sono alcune sperimentazioni su farmaci in grado di determinare una tolleranza al glutine proprio come se fosse un vaccino", risponde Gasbarrini che aggiunge: "Attualmente sono in sperimentazione almeno 3 vaccini in fase 2 di studio, questo significa che dovremo aspettare almeno altri cinque anni, ma in futuro i pazienti celiaci potrebbero avere la possibilità di mangiare prodotti con glutine senza conseguenze grazie ai nuovi farmaci".

Tanto fermento in ricerca è legato al fatto che i casi di celiachia sono in aumento, soprattutto tra le donne e i bambini. Accade perché viene diagnosticata meglio o c'è dell'altro? "Questa è una parte della spiegazione", chiarisce Gasbarrini. "Ma bisogna tener presente che i farinacei sono cambiati e mangiamo molti alimenti raffinati che magari liberano più velocemente glutine nell'intestino. E poi c'è un fattore ambientale: alcune sostanze nell'ambiente possono aumentare la permeabilità intestinale che a sua volta fa aumentare il contatto con il glutine da parte del sistema immunitario".

In attesa dello screening in età pediatrica

Giunta alla sua ottava edizione e organizzata in collaborazione con le 21 AIC territoriali associate, la Settimana Nazionale della Celiachia prevede 9 giorni di approfondimenti ed eventi per sensibilizzare e fare corretta informazione sulla celiachia. "La Settimana Nazionale della Celiachia si conferma un appuntamento fondamentale per diffondere una corretta informazione perché sono ancora troppi i falsi miti e le fake news che portano a sottovalutare questa malattia" afferma Rossella Valmarana.

"La Settimana Nazionale è inoltre l'occasione per ricordare l'importanza della diagnosi precoce, fondamentale forma di prevenzione delle complicanze, anche gravissime, che una diagnosi tardiva può portare. Oggi in Italia abbiamo uno strumento prezioso: nella Legge di Bilancio 2023 è infatti previsto un investimento economico per uno screening che identifichi bambini e ragazzi a rischio di sviluppare celiachia o diabete di tipo 1 e che potrà contribuire a far emergere il sommerso dell'iceberg della celiachia".


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