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Dieta del Dna: la dieta del futuro?

La dieta del dna parte da un test genetico appunto che evidenzia alcuni geni relativi al metabolismo di zuccheri e grassi

Dieta del Dna: la dieta del futuro?

Esiste anche una dieta del Dna, in questo articolo andiamo a considerare cos'è. Deriva dai progressi compiuti in questi ultimi decenni dalla genetica. Si può definire quindi l'applicazione della genetica in campo alimentare, non a caso si parla di nutrigenomica. Sembra che sia questo il futuro dei regimi alimentari. Bisogna però evitare di pensare che esiste una dieta genetica valida e universale per tutti, in realtà gli esperti spiegano che è proprio il contrario, ovvero che come ciascuno di noi è unico nella sua individualità, allo stesso modo lo è il nostro genoma, ovvero la sequenza di informazioni contenute nel nostro Dna, pertanto una dieta genetica sarà quanto mai personalizzata, tagliata su misura potremmo dire come un abito che ci calza a pennello. La dieta genetica può considerarsi quindi la nuova frontiera in campo alimentare.

Dieta del Dna: come funziona
Grazie a un test genetico è possibile evidenziare alcuni geni relativi al metabolismo di zuccheri e grassi, in tal modo un esperto potrebbe quindi strutturare una dieta su misura per farci perdere peso. In effetti la variazione dei geni legati al metabolismo può comportare dei cambiamenti nell'assorbimento di diversi nutrienti. Questo test genetico per l'elaborazione della dieta possiamo farlo anche a casa, basta acquistare un kit per il prelievo della saliva e quindi si spedisce il campione in laboratorio. Oltre ai geni coinvolti nel metabolismo di zuccheri e grassi, vengono presi in esame anche quelli relativi allo stress ossidativo e alle intolleranze alimentari. Pertanto con l'analisi genetica è possibile scoprire l'esistenza di fattori che possono favorire il sovrappeso e quindi come contromossa è possibile adottare una dieta personalizzata per arrivare a perdere i chili di troppo. Insomma si tratta di uno strumento molto utile al nutrizionista che può conoscere il nostro profilo genetico che è unico anche da un punto di vista alimentare. Sulla base dell'analisi genetica, il nutrizionista pur elaborando una dieta personalizzata, può includere alcuni cibi in misura maggiore rispetto ad altri, ad esempio gli alimenti della dieta mediterranea e quindi frutta, verdura, pesce, carboidrati integrali, legumi, olio extra vergine di oliva. Un forte sovrappeso potrebbe derivare da una predisposizione genetica che non ci permette di metabolizzare correttamente i grassi, per cui bisognerà diminuire nettamente il consumo di carni rosse, formaggi stagionati e favorire invece alimenti quali carne bianca, quindi pollo tacchino e coniglio, il pesce ricco di omega-3 quindi tonno, salmone, legumi (ceci lenticchie e piselli) e frutta secca perché contiene acidi grassi insaturi. Se invece il test genetico evidenzia una intolleranza al lattosio andranno invece esclusi alimenti quali latte, formaggi, burro panna e gelati. Se invece il test genetico rivela difficoltà nell'assorbimento dei carboidrati, allora la dieta genetica prevedrà nel menù carboidrati di un tipo specifico, ad esempio quelli integrali al posto di quelli raffinati. Se invece emerge una difficoltà nel metabolizzare e digerire i lipidi il nutrizionista li sostituirà con altri alimenti ben tollerati e digeribili dall'organismo.

Dieta genetica: prospettive future
Insomma stando alle prime indicazioni, dai test genetici sarebbe possibile formulare una dieta alimentare personalizzata e quindi seguire programmi dietetici dimagranti ad hoc basati sul proprio profilo metabolico. Tuttavia sono ancora in corso ricerche scientifiche sull'argomento per avere dati informativi certi, sebbene le premesse siano molto incoraggianti. In particolare con la dieta genetica, oltre che perdere peso, si potrebbe anche tenere sotto controllo i livelli della glicemia, diminuire gli attacchi improvvisi di fame, aumentare il senso di sazietà, e quindi prevenire patologie quali diabete, infarto, ictus e osteoporosi, e finanche rallentare il processo di invecchiamento. Questo però non deve far concludere che basti un qualsiasi test genetico a indicarci qual è la dieta dimagrante più efficace. La ricerca è ancora agli inizi e in definitiva sappiamo ancora troppo poco per riuscire a formulare diete su misura del Dna. Oltre che dal profilo genetico la risposta alla dieta può dipendere anche da altri fattori, ad esempio dal microbioma e soprattutto da noi stessi, nel senso che seguire una dieta corretta ed equilibrata che privilegi gli alimenti alla base della dieta mediterranea, quindi frutta e verdura in primis, e la pratica dell'attività fisica, potrebbe aiutare a dimagrire indipendentemente dal proprio genotipo.


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