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Dieta per il fuoco di Sant’Antonio: i cibi da evitare e quelli consigliati

Una dieta specifica, ed una sana alimentazione in genere, possono avere un'ottima valenza preventiva.

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"Fa che il cibo sia la tua medicina": questa massima dalle origini antiche, figlia di Ippocrate, può trovare conferme anche nella lotta contro l'herpes.
Sappiamo infatti che l'herpes trova nelle scarse difese immunitarie dell'ospite il terreno fertile per la propria replicazione, con conseguente comparsa di fastidiose vescichette ripiene di liquido. Per impedire queste spiacevoli manifestazioni risulta quanto mai essenziale mantenere alte le difese immunitarie dell'organismo, anche grazie al contributo importantissimo dell'alimentazione. Scopriamo la dieta per contrastare il fuoco di Sant’Antonio: i cibi da evitare e quelli consigliati
Più che di cura, comunque, è meglio parlare di prevenzione, dal momento che l'herpes non può essere sconfitto in maniera definitiva ma tuttalpiù reso inoffensivo.

Fuoco di Sant’Antonio:
Il Fuoco di Sant’Antonio è il nome popolare che viene attribuito all’herpes zoster. E’ una malattia infettiva molto dolorosa attribuita al virus della varicella che si può riattivare in età adulta, il Virus Zoster-Varicella appunto (VZV), che porta prurito, bruciore e manifestazioni cutanee vescicolose.
Quando si soffre di fuoco di Sant’Antonio, i rimedi naturali sono un buon modo per lenire i fastidi provocati da questa malattia virale provocata dal virus della varicella che può ripresentarsi sotto questa forma quando il sistema immunitario è compromesso. È quindi molto importante non sottovalutare mai il problema che deve essere sempre valutato con un medico ma che può essere a sua volta aiutato dall’uso di alcuni rimedi naturali efficaci.
Dieta contro il fuoco di Sant’Antonio: cibi da evitare e quelli da preferire
Vediamo allora nello specifico quali sono i cibi da evitare in caso di Fuoco di sant’Antonio.
Carboidrati ad alto indice glicemico
La rapida scissione di queste sostanze dà vita a un picco di zucchero nel sangue che innesca il rilascio di molecole infiammatorie e radicali liberi, prodotti di “scarto” del metabolismo cellulare. Quindi influiscono negativamente sul sistema immunitario e aumentano l’infiammazione.
Tra gli alimenti ad alto indice glicemico ci sono:
Caramelle e dolci.
Torte e prodotti da forno.
Bevande zuccherate.
Cereali zuccherati.
Salse zuccherate.
Gelato.
Pane bianco.
Riso bianco.
Anche i cibi industriali che hanno subito trasformazioni non sono consigliati, come patatine e snack ricchi di grassi, bevande energetiche zuccherate, biscotti, torte, pasticcini, ecc. Inoltre, è preferibile anche evitare alimenti che potrebbero infiammare le mucose intestinali e quindi danneggiare e impoverire la flora batterica intestinale che sostiene le nostre difese immunitarie.
Rientrano in questa categoria i cibi molto grassi, le fritture, i dolci, il caffè, gli insaccati, gli alcolici, le bibite gassate e zuccherate.
Alcol
L’alcol e le bevande alcoliche sono tossiche per il nostro organismo e quindi non aiutano di certo il sistema immunitario. È bene pertanto evitarle anche per le possibili interazioni con i farmaci assunti per combattere l’herpes.

Dieta: tutti i cibi da evitare con il Fuoco di Sant’Antonio
La lista seguente contiene i cibi da evitare poiché hanno un’azione pro-infiammatoria.
Pistacchi, noci, nocciole, mandorle (garantiscono un alto apporto di zinco, ma anche di arginina).
Legumi, in particolare la soia (ricchi di arginina).
Alimenti molto grassi.
Pesci grassi.
Carni grasse.
Zuccheri semplici e alimenti/bevande che li contengano.
Marmellata.
Miele.
Latte o yogurt intero.
Dolcificanti.
Alcol.
Eccessi di oli vegetali da semi (arachidi, girasole, mais, per via dello sbilanciamento verso i grassi omega 6).

Fuoco di Sant’Antonio: le cure naturali che funzionano
Per il fuoco di Sant’Antonio, il cui nome scientifico è Herpes Zoster, i rimedi naturali sono diversi e possono essere usati in concomitanza degli antivirali prescritti dal medico. La malattia si presenta infatti con vescicole che dopo qualche settimana tendono a sparire ma anche con prurito e dolore nevralgico nelle zone sottostanti. Tra i più importanti rimedi ci sono gli impacchi di acqua calda da fare più volte al giorno sulla zona colpita dalle vesciche, il gel di Aloe Vera da poter applicare sempre sulle vesciche o sui punti in cui si avvertono dolore e bruciore, la tintura madre di Echinacea che deve essere assunta diluita in poca acqua per tre volte al giorno e lontana dai pasti ed il miele che se applicato sulle vesciche ne accelera la guarigione, attenuando anche il bruciore.
La melissa, può fungere da antivirale e deve essere bevuta sotto forma di infusi per più volte al giorno.
Anche la bardana, sempre sotto forma di infuso, può rivelarsi utile in tal senso.
Cosa sapere riguardo l’uso dei rimedi naturali
È importante tenere a mente che i rimedi sopra citati non servono esattamente a guarire quanto a lenire i sintomi dolorosi. Gli antivirali prescritti dal medico dovranno quindi essere presi comunque. In quanto indispensabili per evitare il propagarsi del virus e la possibilità che il problema si cronicizzi durando nel tempo.
In alcuni casi, infatti, l’Herpes Zoster può cronicizzare potando ad un disturbo noto come nevralgia post-erpetica. Un problema che può durare anche anni e che si rivela particolarmente doloroso, tanto da portare alla depressione. Meglio, quindi, non sottovalutare mai questa malattia e fronteggiarla con tutte le armi che si hanno a disposizione.
 


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