Benessere Dieta mediterranea

Dieta mediterranea: un'alleata contro il tumore alla prostata

La dieta mediterranea può essere un’ottima arma di contrasto per la progressione del cancro alla prostata secondo un team di ricercatori dell’MD Anderson Cancer Center dell’Università del Texas.

La dieta mediterranea un alleata contro il tumore alla prostata

La nostra dieta mediterranea ha un’azione benefica su tutto il nostro organismo, compreso l’apparato genito urinario. L'importante scoperta giunge dai ricercatori dell'MD Anderson Cancer Center dell'Università del Texas.

Il tumore alla prostata è la neoplasia maschile più diagnosticata nel nostro Paese, e numerosi studi hanno dimostrato come l'alimentazione scorretta sia uno dei fattori di rischio principali correlati. Al contrario, una dieta equilibrata e ricca come la nostra dieta mediterranea ha un’azione benefica su tutto il nostro organismo anche sull’apparato genito urinario e quind isia una perfetta alleata per contrastare il tumore alla prostata.

La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato all'alimentazione tipica delle popolazioni dell'Italia meridionale, della Grecia e della Spagna.
Queste condividono da sempre le medesime tradizioni in fatto di disponibilità di alimenti e derivati dall'agricoltura, dalla pastorizia e dalla pesca.

Su cosa si basa a Dieta Mediterranea?
La dieta mediterranea è una delle più salutari al mondo: si caratterizza per l'abbondante consumo di cibi di origine vegetale e non, di stagione e di origine locale (frutta, verdura, ortaggi, patate, legumi, pane e cereali soprattutto integrali, latticini, pesce). Più limitata, invece, è la scelta di carni rosse e di vino, mentre la fonte principale di grassi è rappresentata dall'olio di oliva. I ricercatori dell'MD Anderson Cancer Center dell'Università del Texas, guidati dall'assistente professore di urologia Justin Gregg, hanno scoperto che la dieta mediterranea può ridurre il rischio di progressione del tumore alla prostata.

Lo studio America e la dieta Mediterranea Lo studio, pubblicato sulla rivista "Cancer", ha seguito 410 pazienti con un protocollo di sorveglianza attiva con cancro prostatico localizzato di grado Gleason gruppo 1 o 2. I partecipanti erano per l'82,9% caucasici, per 8,1% afroamericani e per il 9% di altre etnie o sconosciuti. L'età media era di 64 anni, il 15% degli uomini soffriva di diabete e il 44% usava statine.
Tutti i protagonisti dell'indagine sono stati sottoposti a biopsia di conferma e sono stati valutati ogni sei mesi mediante esami clinici e studi di laboratorio sull'antigene sierico PSA e sul testoterone. Gli stessi hanno così completato un questionario sulla frequenza alimentare di base di 170 item. Il punteggio della dieta mediterranea è stato calcolato per ciascun partecipante in nove gruppi di alimenti regolati dal punto di vista energetico. I partecipanti sono poi stati suddivisi in tre gruppi di aderenza alla dieta alta, media e bassa.

In seguito ai vari aggiustamenti per età e caratteristiche cliniche, gli scienziati hanno notato una notevole associazione tra un punteggio dietetico di base elevato e un rischio inferiore di progressione del grado tumorale. Per ogni aumento di un punto nel punteggio della dieta mediterranea, gli studiosi hanno osservato un rischio di progressione del cancro inferiore del 10%.
«I nostri risultati - afferma Gregg -suggeriscono che seguire costantemente una dieta ricca di cibi vegetali, pesce e un sano equilibrio di grassi monoinsaturi può essere utile per gli uomini con diagnosi di neoplasia prostatica iniziale». Tuttavia la ricerca è stata limitata a causa del basso numero di partecipanti. Sono, dunque, necessarie future indagini per capire se gli stessi effetti si verificano anche in gruppi di pazienti più ampi e diversificati.


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